La Nazione: “C’è Zanetti, tanta rabbia in platea. Ma sul decreto apre ai correttivi”

Momenti di tensione alla Borsa Merci, il Viceministro tiene botta.

C’è il solito personaggio con il megafono in mano ad accogliere il viceministro Enrico Zanetti. E' l'uomo sandwich, il foianese Domenico con madre novantenne che in obbligazioni subordinate ha perso più di un tot. Lui non si perde una manifestazione che sia una ed è presente anche alla Borsa Merci dove ieri è andato in scena un incontro sul tema delle banche al quale, oltre al Viceministro, hanno partecipato anche l'amministratore delegato della Nuova Banca Etruria Roberto Bertola, il presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti, il presidente della Camera di Commercio Andrea Sereni, Fabrizio Solari della segreteria nazionale Cgil, Marcello Minnenna, economista e docente alla Bocconi, Daniele Quiriconi, segretario della Fisac Toscana.

L’appuntamento era stato organizzato da Federconsumatori e Cgil come momento di riflessione dopo mesi turbolenti segnati dal decreto salvabanche di novembre con un primo punto di arrivo nel provvedimento del governo sui risarcimenti, pubblicato in Gazzetta Ufficiale appena il 2 maggio scorso.

 

Ma inevitabilmente non sono mancati i momenti di tensione. Davanti a Zanetti e agli altri c'era infatti una platea di arrabbiato neri: non solo il foianese Domenico ma pure molti altri obbligazionisti subordinati la maggior parte dei quali tagliati fuori dal rimborso automatico. E così non sono mancati i mugugni e nemmeno plateali contestazioni che hanno contrassegnato taluni passaggi dell'esponente di governo e dell'amministratore delegato di via Calamandrei. Zanetti, eletto con Scelta Civica e oggi viceministro dell'economia, ci ha intanto messo la faccia, ben consapevole che certe uscite pubbliche possono trasformarsi in altrettante corride.

Poi ha tenuto botta, rispondendo punto su punto alle numerose domande che gli sono state rivolte. Bail in, comportamento di Bankitalia e Consob, sottovalutazione di ciò che il fallimento di quattro banche avrebbe provocato sull'intero sistema del credito, necessità di un ristoro totale per risolvere una volta per tutte il contenzioso: questi i temi caldi della giornata con un dibattito che si è protratto per ore e che ha registrato alcune aperture. In particolare Zanetti, che ha escluso il cumulo dell'eventuale tfr con il reddito lordo del 2015 (la soglia di 35 mila euro è uno dei requisiti per il rimborso automatico), si è detto d'accordo sul fatto che nell'ultimo decreto ci siano sperequazioni da sanare, nello specifico perché è il lavoratore dipendente quello che più rischia di restare fuori dagli automatismi. E per questo ha assicurato il suo impegno personale e quello del governo a trovare correttivi in sede di emendamenti al decreto stesso.

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