Zanetti a Il Gazzettino: «Vicenza, vergogna nazionale».

II Viceministro: «Inconcepibile che dentro il cda ci siano persone che frenano sull’azione di responsabilità»

Ormai dall'estero guardano alle vicende della Banca Popolare di Vicenza come si guardano i marziani. Dopo gli ultimi sviluppi forse siamo andati ancora un pò più oltre, siamo arrivati su Saturno».
Enrico Zanetti, Viceministro all'Economia, è a tratti feroce. I tentennamenti di una parte dell'attuale consiglio d'amministrazione della banca vicentina nell'avviare un'azione di responsabilità contro i precedenti amministratori oltre a sconcertarlo, lo fanno infuriare.


Viceministro, Il cda della Popolare di Vicenza ha deciso di non decidere sull'azione di responsabilità.
«È una cosa pazzesca. Questi non si rendono conto del danno che stanno procurando al sistema Paese e non solo a quello bancario. A Vicenza c'è una compagine sociale che gioca inspiegabilmente a fare ì morti di sonno e si fa menare per il naso».

Sono parole molto dure.
«Il fatto che ci possano essere degli scandali è già una cosa poco positiva ma tutto sommato, in una certa misura, fisiologica. Purtroppo possono capitare. Ma da nessuna parte, quando certe situazioni sono sotto gli occhi di tutti, si è così timidi nell'avviare azioni di responsabilità. Il caso di Vicenza è una vergogna nazionale. Mi chiedo cosa stia accadendo in quella città».

A frenare sembrano esserci anche nomi Importanti, delle professioni e del mondo imprenditoriale veneto.
«A Vicenza prima hanno deciso di non votare, poi di procedere, infine di non decidere arrivando perfino a secretane il Cda. Quindi non ho la certezza su chi stia frenando. Di certo c'è una parte di persone per bene che vogliono andare avanti e altri che frenano. Inconcepibile».

Anche il resto del governo la pensa come lei?
«Essendo veneto, magari mi sento più coinvolto e ci metto una certa coloritura. Ma lo stesso presidente del Consiglio ha fatto notare che dove il governo è intervenuto con il commissariamento è stata anche avviata l'azione di responsabilità. Da altre parti invece, come accade appunto a Vicenza, questo non è stato fatto».

Pensa che una situazione come quella di Vicenza possa ripetersi anche per Veneto Banca?
«In Veneto Banca il clima è diverso, oltre esserci una situazione meno grave. Ci vedo inoltre la tipica compostezza veneta nell'affrontare una tragedia con grande pragmatismo. A Vicenza non è così».

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