Corriere della Sera - Zanetti: il vertice Consob ha perso credibilità, va ripensato

Il Viceministro: verifiche ispettive, oggi dominano i controlli burocratici, il presidente Vegas dovrebbe lasciare.
Gli obbligazionisti: «Dopo l'estate i primi rimborsi ai risparmiatori delle quattro banche».

Lei ha detto che il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, farebbe bene a dimettersi. Perché?
«Perché ormai - risponde il Viceministro dell'Economia, Enrico Zanetti - si è determinata una perdita di credibilità del presidente, non dell'istituzione, a seguito delle dichiarazioni dello stesso Vegas. E non mi riferisco alla polemica di questi giorni con la trasmissione Report, ma alle parole francamente discutibili di un mese fa, quando Vegas disse che i prospetti da un lato erano perfettamente in grado di informare i risparmiatori sul rischi ma al tempo stesso erano troppo lunghi e complicati per poter essere adeguatamente compresi. È passato un mese e a questo punto la situazione può solo peggiorare. Per questo mi aspetto un passo indietro del presidente Vegas».



Che dovrebbe fare la Consob per tutelare meglio i risparmiatori?
«Contribuire appunto affinché ci siano prospetti adeguati non in astratto rispetto alle informazioni tecniche da dare, ma in concreto rispetto ai destinatari degli stessi prospetti. La Consob, inoltre, dovrebbe ragionare insieme al governo e alle altre autorità di vigilanza su un più efficace sistema di tutela dei risparmiatori».

Come?
«Per esempio, rendendo il sistema dei controlli più organico e sistematico e con una prevalenza delle verifiche ispettive, mentre oggi dominano i controlli burocratici».

Il governo ha messo al Senato la fiducia sul decreto banche. Che però poi deve essere approvato alla Camera. Infine ci vogliono i decreti attuativi. Quando partiranno concretamente i primi rimborsi?
«La velocità è essenziale. I provvedimenti attuativi, dice il decreto, devono essere emanati entro il 30 giugno. Penso che dopo l'estate vedremo i primi rimborsi ai risparmiatori delle 4 banche».

Matteo Renzi, nell'assemblea della Confcommercio, ha ricevuto qualche contestazione sugli 80 euro che sono stati dati solo a parte dei lavoratori dipendenti. Critiche giustificate?
«Si è trattato di qualche critica isolata, seguita da una immediata riappacificazione. È evidente che il bonus ai dipendenti suscita comprensibile malumore in altre categorie. Ma voglio ricordare che nel 2014 gli autonomi hanno avuto il regime fiscale forfettario del 15% per chi fattura fino a 30-40mila euro. Misura che si applica a circa 1 milione di partite Iva per un costo di circa 800 milioni, proporzionale quindi alla spesa per il bonus per lo milioni di dipendenti. E c'è stato anche il taglio dell'Irap per tutte le aziende con almeno un dipendente».

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