IL DURT È GIÀ LEGGENDA MA CONFIDIAMO RIMANGA TALE. L'INTERVENTO DI ENRICO ZANETTI SU ITALIAOGGI.

Dopo che il testo originario del DL Fare aveva espunto la responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore per l'IVA, mantenendola però in essere per le ritenute alla fonte, in sede di conversione in legge in prima lettura alla Camera  abbiamo cercato, come Scelta Civica, di giungere alla completa abrogazione di una disciplina che poco riesce a fare sul fronte del contrasto all'evasione fiscale e molto invece sul fronte dell'aggravio degli adempimenti e del rallentamento dei pagamenti.
Mal ce ne incolse, perché la strana maggioranza PD - PDL - M5S, sotto la regia del Viceministro all'Economia Stefano Fassina, ha dapprima rispedito al mittente il nostro emendamento e successivamente ne ha votato uno del M5S con il quale fa il suo ingresso ufficiale, nel panorama delle raffinatezze burocratiche italiane, il DURT: il Documento Unico di Responsabilità Tributaria.
Se il testo del DL Fare che viene approvato oggi con voto di fiducia alla Camera non subirà modifiche sul punto al Senato, la responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore per le ritenute alla fonte (resta acquisita, se non altro, l'esclusione dell'IVA) scatterà ogni qual volta l'appaltatore si azzarderà a pagare il proprio subappaltatore senza essersi fatto prima rilasciare un DURT che attesti la sua regolarità nel versamento delle imposte fino a quella data.
Per poter essere "DURT-dotata", una impresa dovrà iscriversi in un apposito portale telematico (che l'Agenzia delle entrate deve approntare entro quattro mesi) e trasmettere telematicamente al medesimo, con periodicità mensile, la propria documentazione contabile.


Tutto questo, in teoria (molto in teoria), non è un obbligo: si può non farlo, ma in questo caso non si avrà il bollino del DURTe, conseguentemente, la controparte potrà rifiutarsi di pagare le prestazioni ricevute, oppure pagare a proprio rischio e pericolo (assumendosi cioè la responsabilità solidale per gli eventuali omessi versamenti di imposte della controparte).
Almeno le micro-micro imprese saranno escluse da questa procedura?
No, anzi: con premurosa cura, uno dei commi disegnati dall'emendamento PD - PDL - M5 si preoccupa di specificare che, se un soggetto con periodicità di versamento IVA trimestrale (avendo la smodata ambizione di essere pagato per il suo lavoro) si iscrive alla giostra del DURT, deve obbligatoriamente passare alla periodicità di versamento mensile.
La logica (?) pare essere quella che altrimenti la periodicità dei versamenti sarebbe troppo diradata e quindi incompatibile con un controllo di regolarità sostanzialmente in tempo reale (ammesso che tutto questo abbia un senso, rimane il mistero di cosa c'azzecchi la periodicità dei versamenti IVA con una responsabilità solidale che investe solo le ritenute alla fonte).
In tutto questo, nessuno degli immaginifici proponenti e votanti della disciplina pare considerare il fatto che, se una impresa si ritrova per difficoltà finanziarie in ritardo con i versamenti delle ritenute di uno o due mesi (che è cosa assai diversa dal voler evadere i propri obblighi, presentando poi dichiarazioni infedeli che non fanno emergere gli omessi versamenti), risulterà irregolare alla prova DURT, non potrà incassare le somme con cui proseguire l'attività ne' fare ravvedimento operoso per le imposte (anzi, il suo debitore è legittimato per legge a non pagarla) e, dulcis in fundo, fallirà.
Cose già viste con l'ormai noto DURC che il DURT, a riprova del fatto che errare è umano, ma perseverare è burocratico, esporta anche al di fuori della platea di soggetti che operano con controparti pubbliche.
In questa valle di lacrime, una parola di speranza: secondo noi, inguaribili ottimisti, il DURT non diventerà mai operativo.
Il principale "pregio" di questa norma è stato quello di sminare l'emendamento con cui noi di Scelta Civica chiedevamo molto semplicemente, con irriguardoso buon senso e inaccettabile rispetto per chi lavora e produce in questo Paese, di abrogare un adempimento che noi ritenevamo e riteniamo inutile per la lotta all'evasione e che altri invece hanno ribadito essere utilissimo (tanto che sarebbe proprio per questo, secondo chi vive con questa convinzione, che si reiterano i tentativi di abrogarlo).
Ed infatti il cuore dell'emendamento (non per chi lo ha scritto, ma per chi lo ha fatto votare) sta forse nella norma transitoria, ai sensi della quale, fino alla completa attuazione di tutte le procedure telematiche necessarie da parte dell'Agenzia delle entrate per l'avvio del DURT, tutto rimane come prima: responsabilità solidale su ritenute, salvo asseverazione a cura di un professionista abilitato.
Purtroppo l'idiosincrasia di una parte del PD a leggere le semplificazioni come qualcosa di diverso da una strizzata d'occhio agli evasori, il sostanziale menefreghismo del PDL per tutto ciò che non ha ricadute mediatiche di ampio respiro e la fantasia visionaria che corre sulla rete del M5S, combinati insieme, costituiscono un mix veramente, ma veramente esplosivo.


Enrico Zanetti
Responsabile fisco Scelta Civica - Vicepresidente Commissione Finanze della Camera

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