CONTENZIOSO TRIBUTARIO. LE STATISTICHE CONFERMANO LA BONTA' DELLA BATTAGLIA DI SCELTA CIVICA CONTRO LA RISCOSSIONE IN PENDENZA DI GIUDIZIO

 

Anche per il 2012, le statistiche ufficiali del Mef evidenziano che, quando i contribuenti fanno ricorso alle commissioni tributarie, in primo grado di giudizio hanno ragione, nel merito della pretesa, più spesso loro che non le pubbliche amministrazioni che emanano gli atti impositivi: 46,11% contro 39,80% (14,09% i pareggi).

Anche in secondo grado di giudizio, pur crescendo la percentuale delle volte in cui ha ragione nel merito della pretesa la pubblica amministrazione (49,20%), la percentuale di vittorie piene dei contribuenti rimane molto elevata, attestandosi al 40,20% (10,60% i pareggi).

Guardando nel dettaglio delle diverse tipologie di enti impositori, Agenzia delle entrate ed Equitalia non si discostano da questi dati, vincendo in misura piena i loro contenziosi, rispettivamente, il 36,58% e il 44,85% delle volte in primo grado e il 37,85% e 55,41% delle volte in secondo grado.

 

Tutti numeri francamente incompatibili con un sistema di riscossione che impone al contribuente che fa ricorso di versare comunque il 30% delle maggiori imposte contestate mentre è ancora in attesa del primo grado di giudizio.

Scelta Civica, già in occasione del passaggio alla Camera del DL Fare, aveva proposto un emendamento finalizzato a riformare la riscossione frazionata in pendenza di giudizio di primo grado, evitando così che troppe volte i contribuenti di trovino ad anticipare somme in realtà non dovute in un periodo come questo di difficoltà finanziaria per tutti.

Purtroppo, PD e PDL erano troppo concentrati ad approvare inopinatamente il DURT insieme al M5S per comprendere la rilevanza, urgenza e opportunità della riforma proposta da Scelta Civica.

Non per questo desisteremo.

Enrico Zanetti

Responsabile fisco Scelta Civica - Vicepresidente Commissione Finanze Camera

 

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