REGISTRO REVISORI LEGALI, VUOTO NORMATIVO ESCLUDE I GIOVANI PROFESSIONISTI. L'INTERROGAZIONE DI ENRICO ZANETTI.

L’interrogazione presentata da Enrico Zanetti al Ministero dell’Economia ha per oggetto il registro dei revisori legali, ossia il registro presso il quale è necessario essere iscritti per poter svolgere la funzione di revisore legale dei conti.
A tutt’oggi, il Ministero non ha ancora emanato il regolamento attuativo per disciplinare le modalità di esame e le eventuali equipollenze per poter ottenere l’iscrizione nel registro.
In questo modo, risultano iscritti solo coloro che già lo erano al “vecchio” registro dei revisori contabili e coloro che, pur non essendone iscritti, avevano maturato entro settembre 2012 i titoli per potersi iscrivere.
Causa questo ritardo nell’approvazione del regolamento da parte del Ministero, il registro dei revisori legali è di fatto “chiuso” per tutti i giovani professionisti che, conseguita la laurea ed effettuato il tirocinio triennale, risultano impossibilitati a iscriversi.
Un vuoto normativo, frutto di interpretazioni frettolose della normativa e di incuria nell’emanazione dei regolamenti ministeriali, che l’interrogazione mette a nudo, chiedendo al Ministero di attivarsi per risolvere l’increscioso problema.
La risposta in Aula a cura del Ministro o di un Sottosegretario da questi delegato dovrebbe arrivare già entro questa settimana o al massimo entro la fine del corrente mese di settembre.



Interrogazione urgente

Al Ministro dell’economia e delle finanze per sapere, premesso che:

- in attuazione del D.Lgs n. 39/2010, recante la disciplina della revisione legale, sono stati emanati dal Ministero dell’economia e delle finanze i seguenti regolamenti: D.M. 20 giugno 2012, n. 144 Regolamento concernente le modalità di iscrizione e cancellazione dal Registro dei revisori legali, in applicazione dell’articolo 6 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, recante attuazione della direttiva 2006/43/CE relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati. (G.U.  n. 201 del 29 agosto 2012); D.M. 20 giugno 2012, n. 145 Regolamento in applicazione degli articoli 2, commi 2, 3, 4 e 7, comma 7, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, recante attuazione della direttiva 2006/43/CE in materia di revisione legale dei conti annuali e dei conti consolidati. (G.U. n. 201 del 29 agosto 2012); D.M. 25 giugno 2012, n. 146 Regolamento riguardante il tirocinio per l'esercizio dell'attività di revisione legale, in applicazione dell'articolo 3 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, recante attuazione della direttiva 2006/43/CE relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati. (G.U. n. 201 del 29 agosto 2012); D.M. 24 settembre 2012 Istituzione presso il Ministero dell'economia e delle finanze della Commissione centrale per i revisori contabili. (G.U. n. 253 del 29 ottobre 2012); D.M. 24 settembre 2012 Determinazione dell'entità e delle modalità di versamento del contributo annuale degli iscritti al Registro dei revisori legali. (G.U. n. 253 del 29 ottobre 2012); D.M. 1 ottobre 2012 Determinazione dell'entità e delle modalità di versamento degli oneri in misura fissa previsti dal decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39 in materia di revisione legale dei conti e dei relativi regolamenti attuativi. (G.U. n. 251 del 26 ottobre 2012); D.M. 28 dicembre 2012 n. 261 Regolamento concernente i casi e le modalità di revoca, dimissioni e risoluzione consensuale dell'incarico di revisione legale, in attuazione dell'articolo 13, comma 4, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39. (G.U. n. 43 del 20 febbraio 2013); D.M. 8 gennaio 2013 n. 16 Regolamento concernente la gestione della "Sezione dei revisori inattivi", in attuazione dell'articolo 8, comma 2, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39. (G.U. n. 43 del 20 febbraio 2013)

- risultano invece ancora da emanare i regolamenti concernenti i seguenti aspetti della disciplina: esame di idoneità professionale, ex art. 4 del D.Lgs n. 39/2010; formazione Continua, ex art. 5 del D.Lgs n. 39/2010; deontologia professionale, riservatezza e segreto professionale, ex art. 9 del D.Lgs n. 39/2010; indipendenza e obiettività, ex art. 10 del D.Lgs n. 39/2010; principi di revisione, ex art. 11 del D.Lgs n. 39/2010; elaborazione dei principi, ex art. 12 del D.Lgs n. 39/2010; indipendenza, ex art. 17 del D.Lgs n. 39/2010; controllo della qualità, ex art. 20 del D.Lgs n. 39/2010;

- in particolare, la mancata emanazione in particolare del regolamento di attuazione dell’art. 4 del D.Lgs n. 39/2010, recante “Esame di idoneità professionale” determina, di fatto, l’impossibilità di accedere al Registro dei revisori legali; infatti, al di là della salvaguardia dei diritti acquisiti alla data del 13 settembre 2012, data di entrata in vigore del D.M. n. 145/2012 che, all’art. 17, disciplina la prima formazione del registro, fino all’emanazione del predetto regolamento non sarà più possibile accedere al Registro;

- a tale proposito giova ricordare che, ai sensi dell’art. 17, comma 1, del D.M. n. 145/2012, “hanno diritto all'iscrizione nel Registro dei revisori legali le persone fisiche e le società che, al momento dell'entrata in vigore del presente regolamento, sono già iscritti al registro dei revisori contabili di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88 e all'Albo speciale delle società di revisione di cui all'articolo 161 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. Sono altresì iscritti, su richiesta: 1) coloro che, anteriormente alla data di entrata in vigore del presente regolamento, hanno acquisito il diritto di essere iscritti nel Registro dei revisori contabili di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88, a condizione che la relativa istanza sia prodotta entro un anno dall'entrata in vigore del presente regolamento; [il termine ultimo è previsto per il 12 settembre 2013]; 2) coloro che, alla data di entrata in vigore del presente regolamento, hanno presentato istanza di partecipazione ad una sessione d'esame non ancora conclusa per l'iscrizione al registro dei revisori contabili di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88, ed hanno, alla data di presentazione dell'istanza di iscrizione al Registro, superato l'esame medesimo [la norma in questo caso non sembra porre termini decadenziali]”.

- il vuoto normativo creatosi per la mancata emanazione del regolamento attuativo dell’art. 4 del D.lgs n. 39/2010 è il frutto della errata interpretazione della disciplina dettata dal d. Lgs. n. 39/2010 nel quale sono incorsi il Ministero della Giustizia e quello dell’Economia; si osserva infatti che l’art. 43 del citato decreto legislativo prevede, in base al combinato disposto dei commi 1 e 4, che è abrogata, ma resta in vigore fino all’emanazione dei regolamenti previsti dal predetto decreto legislativo, la previgente normativa e che, fino all’emanazione di tutti i regolamenti per revisore legale, per revisore legale si intende il soggetto iscritto nel Registro dei revisori contabili ai sensi del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88, e per società di revisione legale la società di revisione iscritta nell’Albo speciale delle società di revisione previsto dall’ articolo 161 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, o nel Registro di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88.”

- appare dunque lecito domandarsi se dall’emanazione solo di alcuni decreti attuativi possa derivare l’abrogazione di tutta la previgente normativa. Se cioè una disciplina parziale ed inorganica possa sostituirsi alla complessa regolamentazione in materia di revisione legale formatasi e consolidatasi in numerosi anni di produzione legislativa e applicazione pratica della stessa; appare evidente, come dimostrano i fatti, che ciò non sia possibile e che assumere, contrariamente a quanto previsto dalla legge, la sostituzione di norme che non posso essere applicate alla compiuta disciplina previgente, determina (come ha determinato) un grave vuoto normativo, con incertezze e confusione in una materia tanto delicata quanto sicuramente è quella del controllo legale dei conti;

- per comprendere gli effetti che l’indirizzo interpretativo assunto dalla Ragioneria dello Stato che nell’ambito del Ministero dell’Economia cura la materia della Revisone Legale giova presentare il caso di un giovane commercialista al quale, in data 7 agosto u.s., la Consip S.p.a. comunicava il diniego all’iscrizione nel Registro dei Revisori Legali disposto con decreto del 23 luglio u.s. dell’Ispettore Generale di Finanza. La motivazione indicata nel decreto a supporto del diniego di iscrizione al Registro è la mancanza dei requisiti di cui all’art. 2, comma 2, del D.Lgs n. 39/2010, che dispone che “ Possono chiedere l’iscrizione al Registro le persone fisiche che: a)  sono in possesso dei requisiti di onorabilità definiti con regolamento adottato dal Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Consob; b)  sono in possesso di una laurea almeno triennale, tra quelle individuate con regolamento dal Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Consob; c)  hanno svolto il tirocinio, ai sensi dell’ articolo 3; d)  hanno superato l’esame di idoneità professionale di cui all’ articolo 4.”. Nelle premesse del provvedimento di diniego viene rilevato dall’Ispettore Generale di Finanza sia il mancato svolgimento da parte della giovane commercialista di un esame di idoneità professionale di cui all’art. 4 del D.Lgs n. 39/2010 sia la mancata acquisizione, alla data del 13 settembre 2012, del diritto di essere iscritto nel Registro ai sensi dell’art. 17, comma 1, del D.M. n. 145/2012 in quanto la giovane commercialista in questione ha concluso il periodo del tirocinio triennale successivamente al 13 settembre 2012, data di entrata in vigore del suddetto D.M. n. 145/2012. Come si fa a sostenere che la dottoressa in questione non ha superato l’esame di cui all’art. 4 del D.Lgs n. 39/2010 se manca il regolamento che deve disciplinare l’esame?

- intanto, mentre la Ragioneria Generale dispone il rigetto delle domande d’iscrizione nel Registro dei Revisori Legali per il mancato superamento dell’esame di cui all’art. 4 del D.Lgs n. 39/2010, esame non ancora disciplinato dal Ministero della Giustizia di concerto con il Ministro dell’economia, la Consip introita i versamenti, ammontanti ad € 50,00, effettuati dai richiedenti l’iscrizione a titolo di copertura delle spese di segreteria e lo Stato i circa 16 euro della marca da bollo che necessariamente deve essere apposta sulla domanda di iscrizione;

- è di tutta evidenza come il vuoto normativo determinatosi sta producendo effetti paradossali, la cui gravità evidenzia l’insensatezza di una interpretazione, che oggi appare chiaramente priva di fondamento normativo, fortemente voluta dai Ministeri della Giustizia e dell’Economia che in maniera gravemente miope hanno determinato la paralisi di un pubblico registro al quale non è più consentito accedere, tranne per chi ne aveva già acquisito il diritto;


si chiede a codesto Ministero se non ritenga opportuno rivedere senza indugio l’errata interpretazione che ha prodotto questo vuoto normativo, ripristinando l’applicazione della “vecchia” disciplina fino all’emanazione di tutti i regolamenti attuativi del DLgs 39/2010, come per altro risulta chiaramente rinvenibile dal disposto dell’articolo 43 del Decreto medesimo; in subordine, se non ritenga opportuno quanto meno procedere senza indugio all’emanazione del regolamento attuativo dell’art. 4 del DLgs 39/2010, disciplinando l’esame richiesto per l’accesso al registro e disponendo adeguate e ragionevoli equipollenze con l’esame di Stato per l’accesso alla professione di dottore commercialista e di esperto contabile, eliminando in tal modo l’incresciosa situazione generatasi, tale per cui un pubblico registro risulta oggi di fatto trasformato in una casta chiusa a scandaloso svantaggio, una volta di più in Italia, dei giovani professionisti.

Zanetti

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