LA LEGGE DI STABILITÀ SECONDO SCELTA CIVICA

Scelta Civica ritiene che la manovra finanziaria varata dal Governo costituisca un primo passo nella giusta direzione alle seguenti condizioni:

1) che il processo di riduzione della spesa, attuato dal Governo Monti nel 2012 e non adeguatamente proseguito in un 2013 senza dubbio difficile per i troppi ricatti e pressioni esercitati sul Governo da una parte della sua stessa maggioranza, trovi concreto rilancio sin dalle prossime settimane, così da garantire che restino soltanto sulla carta le clausole di salvaguardia previste dalla manovra e assai onerose per i cittadini;

2) che tutte le ulteriori risorse che dovessero liberarsi fin dai primi mesi del 2014, quali anzitutto quelle che potrebbero derivare da maggiori risparmi di interessi passivi per effetto della stabilità assicurata dall’azione di Governo e da misure finalizzate a garantire una adeguata emersione e tassazione dei capitali non dichiarati detenuti all’estero, siano interamente veicolate a potenziamento degli interventi a favore di lavoratori e imprese, la cui entità in questo “primo tempo” della manovra è di per sé assolutamente insufficiente ad incidere in modo apprezzabile sulle dinamiche economiche del Paese;

3) che, nel rispetto dei saldi complessivi della manovra, come da richiesta espressa del Governo a tutte le forze politiche responsabili e consapevoli della priorità che deve essere data all’interesse generale della tenuta dei conti pubblici rispetto agli interessi particolari delle proposte di matrice populista e meramente propagandistica, siano prese in considerazione le modifiche migliorative formalizzate da Scelta Civica in appositi emendamenti presentati al Senato e, se del caso, oggetto di successiva presentazione anche alla Camera.


Quanto a quest’ultima condizione, le modifiche migliorative “a saldi invariati” che propone Scelta Civica sono:

1) l’eliminazione della TASI ed il reintegro della tassazione sull’abitazione principale all’interno dell’IMU, con modalità però tali da rendere l’imposta più progressiva rispetto al valore catastale dell’abitazione e alla composizione del nucleo familiare, esentando di fatto sino al 70% dei proprietari, nel segno dell’equità e dello smascheramento di illusionisti fiscali pronti a tutto, anche a mettere in difficoltà il Governo e moltiplicare imposte, complicazioni e fantasiose sigle, pur di dare l’impressione di star eliminando integralmente una tassazione sull’abitazione principale che non viene invece integralmente abolita nemmeno nel testo presentato al Parlamento;

2) l’incremento di circa il 50% delle risorse disponibili per il primo intervento sulle detrazioni IRPEF a favore dei lavoratori;

3) l’incremento delle risorse disponibili per la deducibilità dell’IMU sugli immobili strumentali delle imprese, ripristinando la tassazione IRPEF sulle case sfitte, con esclusione però delle “seconde case”, così da non penalizzare il ceto medio;

4) l’eliminazione dei tagli sulle detrazioni IRPEF per spese e oneri, differendo e riducendo in parte gli interventi previsti a favore di banche, assicurazioni e intermediari finanziari in materia di IRAP;

5) l’introduzione di uno sgravio contributivo nell’ordine di 300 euro annui per i lavoratori under 35 con redditi fino a 28.000 euro;

7) la sostituzione del contributo di solidarietà sulle pensioni oltre 150.000 euro con altro meccanismo che colpisce le pensioni oltre dieci volte il trattamento minimo (cioè oltre 64.000 euro) per la sola parte di pensione che eventualmente eccede quella che sarebbe liquidata sulla base dell’applicazione integrale del metodo contributivo (cioè sulla base dei contributi effettivamente versati);

8) la riduzione del superbollo sulle auto di cilindrata più elevata, soprattutto per quanto riguarda quelle usate, per andare oltre i populismi pauperistici e ridare ossigeno a un settore ed un indotto che, come era per la nautica, è talmente soffocato dalle tasse da aver subito contrazioni di volumi d’affari che hanno addirittura vanificato qualsiasi effetto positivo per il gettito erariale.

Prima il lavoro e le imprese e dopo le case, altrimenti i lavoratori e gli imprenditori italiani finiranno per non avere altro che restarsene a casa.

Prima le detrazioni IRPEF per le spese dei cittadini e dopo le deduzioni IRAP per i costi delle banche.

Prima i giovani lavoratori con redditi bassi e medio-bassi e dopo i diritti acquisiti che sfociano in veri e propri privilegi acquisiti.

Tutto declinato non in vuote parole, ma in emendamenti concreti, coperti dal punto di vista finanziario e già depositati.

Questa è la nostra concretezza, queste sono le nostre scelte, questa è Scelta Civica.

 

a cura di
Enrico Zanetti
Responsabile politiche fiscali  e Coordinatore Legge Stabilità 2014 per Scelta Civica

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