TAGLIARE L’IRAP PER TUTELARE LE IMPRESE CHE PRODUCONO IN ITALIA. LA PROPOSTA DI ENRICO ZANETTI

La pressione fiscale divide le aziende italiane in due blocchi: le imprese che delocalizzano pagano circa il 30% di tasse sul reddito imponibile. Invece le imprese che mantengono la produzione in Italia finiscono per sostenere una pressione fiscale media del 80%. Praticamente un incentivo alla delocalizzazione che produce un ulteriore crollo del mercato dell’occupazione.
Via l’Irap. Proprio su questo fronte si concentra la proposta di Enrico Zanetti, Vicepresidente della commissione Finanze della Camera e responsabile politiche fiscali di Scelta civica.

Vedi le slides aggiornate con con l'analisi degli effetti per macro settore economico.



«La doppia pressione fiscale a favore delle imprese che non delocalizzano genera disparità e crea danni al sistema economico oltre che all’occupazione— ribadisce Zanetti —. L’Irap, con la sua aliquota del 3,9%, genera un gettito di 34 miliardi, di cui però solo 24 miliardi dal settore privato, mentre i restanti 10 miliardi provengono dal settore pubblico e costituiscono nella sostanza una partita di giro per il bilancio dello stato. La nostra proposta semplice e immediatamente attuabile è abolire da subito integralmente l’Irap per il settore privato e sostituirla con una addizionale regionale all’Ires».
«Per compensare il mancato gettito derivante dall’abolizione integrale dell’Irap per il settore privato (24 miliardi) l’addizionale regionale all’imposta sul reddito deve essere fissata ad una aliquota del 15% — spiega Zanetti —. In questo modo la tassazione diventa pari al 42,5% per tutti (27,5% di ires + 15% di addizionale regionale) eliminando gli effetti distorsivi dell’Irap e l’arbitraggio fiscale che la tassa determina oggi a favore di chi delocalizza all’estero e a danno di chi dà lavoro in Italia. Inoltre, riducendo di 10 miliardi gli incentivi alle imprese l’aliquota può essere abbassata di 6 punti percentuali. Addirittura investendo 5 dei 32 miliardi di tagli di spesa che costituiscono l’obiettivo entro il 2016 l’aliquota può essere ridotta di altri 4 punti percentuali. Per un totale del 36% di pressione fiscale reale».
(intervista tratta da Corriere Economia)

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