DISCIPLINA IVA. MOZIONE DI ENRICO ZANETTI E ALTRI PER LA RAZIONALIZZAZIONE DEL PRELIEVO, LA SEMPLIFICAZIONE DEGLI ADEMPIMENTI E CONTRASTO ALLE FRODI

Pubblichiamo la Mozione presentata da Enrico Zanetti e altri deputati di Scelta Civica volta ad impegnare il Governo , in materia di disciplina comunitaria e nazionale IVA, nella direzione della razionalizzazione del prelievo, della semplificazione degli adempimenti e del contrasto alle frodi.

In particolare i parlamentari chiedono che il Governo si impegni :

- a dare il proprio fattivo contributo in sede europea, affinché le priorità strategiche di cui alla Comunicazione (2011) 851 della Commissione europea, come riepilogate in premessa, trovino celere sviluppo e concreta traduzione in procedure, norme e regolamenti, sottolineando in particolare l’opportunità di un adeguato approfondimento dei positivi effetti che potrebbero determinare:
l’introduzione del modello di riscossione del tributo attraverso il metodo della rivalsa con scissione del pagamento, soprattutto nei casi in cui il debitore dell’imposta è un ente pubblico;
la generalizzazione del metodo del reverse charge a tutte le transazioni “b2b”;
la generalizzazione del metodo dell’IVA per cassa in luogo di quello per competenza di fatturazione;
il coinvolgimento nell’apposito Forum comunitario di discussione, oltre che delle rappresentanze delle imprese, anche di quelle dei professionisti;
- a procedere quanto prima, mediante l’istituzione di un tavolo che coinvolga anche le parti sociali e le rappresentanze di imprese e professionisti, a una ricognizione dei casi di esenzione ed esclusione che, già sulla base dell’attuale normativa comunitaria, potrebbero essere rimessi in discussione ai fini dell’allargamento della base imponibile, così come delle fattispecie relativamente alle quali risulta attualmente prevista l’applicazione delle aliquote ridotte del 4% e del 10%, ai fini di una valutazione di una possibile prima azione su base nazionale nella direzione di un sistema IVA più efficace, coerentemente alle prospettazioni sul punto della Comunicazione della Commissione UE;
- a sensibilizzare la Commissione UE e le altre istituzioni europee ai fini di un rapido adeguamento della disciplina concernente la territorialità IVA delle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate per il tramite di siti internet, così da risolvere le oggettive iniquità che, in modo giuridicamente inappropriato, ma socialmente corretto, il legislatore italiano ha recentemente cercato di risolvere con l’introduzione della c.d. “web tax”, di cui va quanto prima disposta l’abrogazione e non soltanto la mera proroga dell’entrata in vigore, come prevista dall’articolo 1, comma 1, del decreto legge 30 dicembre 2013, n. 151.

Di seguito il testo completo della Mozione


La Camera,

premesso che:

- alla fine del 2010 la Commissione europea ha diramato un libro verde sul futuro dell’IVA che, dopo un periodo finalizzato a favorire la presentazione di osservazioni, spunti e contributi da parte di imprese, professionisti, esperti e autorità fiscali, si è tradotto a fine 2011 in una Comunicazione sul futuro dell’IVA (COM 2011 851), nell’ambito del quale sono tratteggiate le principali linee di intervento su cui appare prioritario agire al fine di evolvere la disciplina verso un sistema dell’IVA più semplice, più efficace, più refrattario ai fenomeni di frode e più adatto al mercato unico europeo;
- per un sistema IVA più semplice, la Comunicazione (2011) 851 della Commissione europea pone in particolare l’accento: (i) sull’istituzione di uno sportello unico, quale strumento essenziale per facilitare, soprattutto per le PMI, l’accesso al mercato unico; (ii) sulla creazione di un portale web che fornisca informazioni in più lingue su questioni come la registrazione, fatturazione e dichiarazione dell’imposta; (iii) sull’aumento del livello di integrazione europeo del processo di elaborazione e interpretazione della normativa in materia di IVA, attraverso l’istituzione di un Forum europeo che metta a confronto autorità fiscali nazionali, Commissione europea e rappresentanti delle imprese; (iv) sull’opportunità di standardizzare a livello europeo gli adempimenti connessi alla gestione dell’IVA;
- per un sistema IVA più efficace, la Comunicazione (2011) 851 della Commissione europea pone in particolare l’accento: (i) sull’opportunità di un ampliamento della base imponibile, al fine di ridurre gli effetti distorsivi alla concorrenza e al mercato che possono discendere da talune previsioni di esclusione o di esenzione dal tributo, nonché al fine di consentire una riduzione dell’aliquota ordinaria applicata nei diversi Paesi membri e le differenze tra le aliquote ordinarie medesime; (ii) sull’opportunità di una revisione e riduzione dell’ambito di applicazione delle aliquote previste dai singoli Paesi membri in misura ridotta rispetto alle aliquote ordinarie;
- per un sistema IVA più refrattario a fenomeni di frode, la Comunicazione (2011) 851 della Commissione pone in particolare l’accento: (i) sulla possibilità di concedere una maggiore flessibilità normativa a livello di legislazione nazionale dei singoli Paesi membri, al fine di consentire l’adozione di risposte immediate, anche se a titolo temporaneo, per porre fine ad alcune pratiche fraudolente; (ii) sull’intensificazione delle misure finalizzate a combattere le frodi, quali la creazione di Eurofisc e gli scambi di informazioni rafforzati; (iii) sulle ipotesi di riesame delle modalità di riscossione dell’imposta, con particolare riguardo al modello della rivalsa con  però scissione dei pagamenti (tale per cui l’IVA addebitata in fattura dal cedente/prestatore viene direttamente pagata dal cessionario/committente su un conto corrente bancario vincolato dalle autorità fiscali) e alla generalizzazione del modello del reverse charge (tale per cui il cedente/prestatore non addebita l’imposta in fattura e quest’ultima è direttamente applicata dal cessionario/committente);
- per un sistema IVA più adatto al mercato unico, la Comunicazione (2011) 851 della Commissione pone in particolare l’accento sulla necessità di approfondire ulteriormente le soluzioni per evitare che il mantenimento del principio tuttora provvisorio della tassazione nel Paese di destinazione (in luogo di quello “definitivo” dell’origine) continui a determinare un diverso trattamento nelle modalità di applicazione del tributo tra le operazioni interne e quelle transfrontaliere;
- seppur affrontato soltanto in modo marginale dalla Comunicazione (2011) 851 della Commissione, pare altresì evidente che, nell’ottica di una evoluzione normativa che consenta di avere un sistema IVA al passo con il progresso tecnologico, siano quanto prima necessari a livello europeo appropriati interventi normativi volti a risolvere le oggettive iniquità di localizzazione della tassazione concernente le attività di vendita per il tramite di siti internet, cui si è recentemente cercato in Italia di dare una inappropriata soluzione con un intervento normativo a livello nazionale (c.d. “web tax”);

impegna il Governo

- a dare il proprio fattivo contributo in sede europea, affinché le priorità strategiche di cui alla Comunicazione (2011) 851 della Commissione europea, come riepilogate in premessa, trovino celere sviluppo e concreta traduzione in procedure, norme e regolamenti, sottolineando in particolare l’opportunità di un adeguato approfondimento dei positivi effetti che potrebbero determinare:
l’introduzione del modello di riscossione del tributo attraverso il metodo della rivalsa con scissione del pagamento, soprattutto nei casi in cui il debitore dell’imposta è un ente pubblico;
la generalizzazione del metodo del reverse charge a tutte le transazioni “b2b”;
la generalizzazione del metodo dell’IVA per cassa in luogo di quello per competenza di fatturazione;
il coinvolgimento nell’apposito Forum comunitario di discussione, oltre che delle rappresentanze delle imprese, anche di quelle dei professionisti;
- a procedere quanto prima, mediante l’istituzione di un tavolo che coinvolga anche le parti sociali e le rappresentanze di imprese e professionisti, a una ricognizione dei casi di esenzione ed esclusione che, già sulla base dell’attuale normativa comunitaria, potrebbero essere rimessi in discussione ai fini dell’allargamento della base imponibile, così come delle fattispecie relativamente alle quali risulta attualmente prevista l’applicazione delle aliquote ridotte del 4% e del 10%, ai fini di una valutazione di una possibile prima azione su base nazionale nella direzione di un sistema IVA più efficace, coerentemente alle prospettazioni sul punto della Comunicazione della Commissione UE;
- a sensibilizzare la Commissione UE e le altre istituzioni europee ai fini di un rapido adeguamento della disciplina concernente la territorialità IVA delle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate per il tramite di siti internet, così da risolvere le oggettive iniquità che, in modo giuridicamente inappropriato, ma socialmente corretto, il legislatore italiano ha recentemente cercato di risolvere con l’introduzione della c.d. “web tax”, di cui va quanto prima disposta l’abrogazione e non soltanto la mera proroga dell’entrata in vigore, come prevista dall’articolo 1, comma 1, del decreto legge 30 dicembre 2013, n. 151.


Zanetti, Sottanelli, Romano A.

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