REMUNERAZIONE DIRIGENTI AGENZIA ENTRATE. RISPOSTA DELUDENTE DEL MEF

Gli obiettivi legati al gettito che si determina dall'azione dell'Agenzia delle entrate, ai fini dell'attribuzione dei premi di risultato ai suoi dirigenti, non sono affatto leggende metropolitane e sono semmai balle spaziali quelle di chi fa simili affermazioni.
Nella nostra interrogazione al MEF abbiamo puntato i riflettori proprio sull'obiettivo di gettito attualmente fissato a 10,2 miliardi e su quello della percentuale di vittorie dell'Agenzia in contenzioso.
La risposta è stata evasiva sulla prima questione e totalmente assente sulla seconda.
Poco conta che i 10,2 miliardi siano parametrati alle effettive entrate e non al mero accertato: rimane il fatto che un simile incentivo concorre a snaturare la mission dell'Agenzia da quella di chi deve cercare gli evasori a quella di chi deve trovarli.


Inoltre, la mancanza di differenziazione delle attività sottostanti al gettito recuperato induce inevitabilmente a prediligere attività semplici di contestazione di quanto i contribuenti visibili dichiarano, piuttosto che attività complesse di emersione di evasori totali o paratotali e di frodi.
Sull'obiettivo legato al contenzioso, il problema sta sulla soglia: considerare l'obiettivo raggiunto con una percentuale di vittorie del 59% è semplicemente assurdo. Anzi, sotto il 75% dovrebbero scattare meccanismi di penalizzazione! perché vuole dire che più di una volta su quattro si è accertato un contribuente ingiustamente e lo si è pure trascinato davanti a un giudice per incapacità di riconoscere l'errore.
La nostra volontà di tutelare la legalità fiscale senza sacrificare i diritti dei contribuenti onesti è totale.
Non molleremo la presa e continueremo a battere per una rimodulazione degli obiettivi incentivati che sia finalmente coerente agli obiettivi veri di una pubblica amministrazione e consenta anche ai suoi dipendenti e dirigenti di operare al meglio e con maggiore gratificazione personale e professionale.
Purtroppo la cosa più sconfortante della risposta, più che il contenuto, è che non è del MEF, ma dell'Agenzia.
È evidente che nel MEF continua a mancare la consapevolezza che all'Agenzia può certamente essere delegata l'attività tecnica di accertamento, ma non quella politica di indirizzo e sorveglianza.
È così che si lasciano diventare sudditi i cittadini e noi non ci stiamo: i cittadini vogliono essere governati da un Ministro, non da un Direttore.

Leggi l'interrogazione di Enrico Zanetti

Leggi di seguito la risposta del MEF

Share

Attività parlamentari

Questo sito utilizza cookie propri e di altri siti per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se scegli di proseguire nella navigazione, o chiudi questo banner, esprimi il consenso all’uso dei cookie.
In alternativa, premendo su ‘Cookie Policy’, potrai leggere la cookie policy per esteso, nonché decidere quali specifici cookie autorizzare o rifiutare.