LA LINEARITÀ E CONCRETEZZA DI SCELTA CIVICA NEI PASSAGGI CHE CONTANO

Queste giornate di votazione per l'elezione del Presidente della Repubblica, passate a Montecitorio tra eterne chiamate alfabetiche e riunioni matrioska (con sotto-riunioni e sotto-sotto-riunioni) sono state tra le esperienze più alienanti della mia vita.
L'esito finale, è stato il meno peggio date le circostanze.
Dove "le circostanze" sono un parlamento con ancora dentro troppo PDL e troppissimo PD (causa meccanismo elettorale), ma anche troppo rinnovamento di pancia e protesta, invece che di testa e proposta.
Scelta Civica, pur con tutti i suoi limiti di inesperienza e le sue difficoltà di amalgama in questa fase di avvio della legislatura, ha dimostrato la concretezza e la linearità di un progetto nato per fare cose, non strategie.

Non avendo i numeri, non abbiamo proposto come altri sin dall'inizio un candidato di bandiera, buono solo per chiuderci a riccio, mettere in difficoltà gli altri e fare bella figura con l'elettorato, a spese della possibilità di raggiungere concretamente un accordo ampio e condiviso, come deve essere quello sul Capo dello Stato.

Quando il gioco dei veti incrociati tra PD e PDL ha generato uno stallo crescente e a tratti sconcertante, grazie a quella inesauribile esperienza di psicodramma permanente che risponde da qualche anno al nome di PD, abbiamo proposto un nome di assoluto valore e significato, votandocelo fino all'ultimo uomo e aggregando anche qualche voto in più.

Quando infine il nome condiviso è stato trovato, abbiamo accettato quello che era il metodo che avevamo richiesto come condizione per un appoggio che a quel punto, con responsabilità, abbiamo dato, senza speculare con scelte di dissenso che ci avrebbero fatto comodo, ma che sarebbero state solo una forma un po' più elegante dello squallido sciacallaggio politico che è invece nel dna di Grillo e Casaleggio.
Sciacallaggio che li porta ora a parlare di "colpo di Stato", quando quello che è andato in scena è stato il, magari logoro e deludente, ma legittimo rito della democrazia parlamentare.

Si poteva far prima e meglio?
Assolutamente si', ma questo parlamento non è stato eletto da ostrogoti burloni di passaggio.

È stato eletto dagli italiani e, forse, qualche autocritica anche fuori dalla cerchia dei 1007 grandi elettori nelle prossime giornate potrebbe anche essere serenamente valutata da ciascuno.

Con più Scelta Civica, avremmo avuto magari meno capacità di comunicare come grandi risultati anche il nulla cosmico; sicuramente meno fratture e franchi tiratori; certamente un governo e un presidente della Repubblica meno fondato sulle colonne del passato e più proiettato sulle fondamenta del futuro.

Enrico Zanetti
Deputato Gruppo Scelta Civica

 

 

 

 

 

 

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