IL NECESSARIO RIASSETTO DEI POTERI DELLA MACCHINA FISCALE

Riformare Equitalia.

EquitaliaSpesso in campagna elettorale si è sentita, da più parti, questa petizione di principio che, in questi giorni, torna ad essere con insistenza evocata soprattutto dal PDL, apparentemente orientato a farne, insieme all’IMU, addirittura una delle pregiudiziali per il suo coinvolgimento nel governo.

Dal 2006 in avanti, la lotta all’evasione fiscale ha fatto oggettivi passi avanti.

Questo risultato importante è stato però accompagnato da una eccessiva concentrazione di poteri in capo alla filiera Agenzia delle Entrate – Equitalia, con quest’ultima che è sotto ogni punto di vista il braccio operativo della prima e dell’INPS, invece che del Ministero dell’Economia.

Oggi non si tratta certo di tornare indietro da un percorso che deve anzi proseguire sul fronte del costante aumento del recupero di gettito dall’evasione fiscale, ma è necessario coniugare l’efficacia dell’azione con una ripartizione di ruoli, poteri e competenze che eviti il verificarsi di asperità eccessive e controproducenti nel rapporto con i cittadini, facendo talvolta deragliare l’efficienza nella ferocia.

Quando si parla genericamente di necessità di riformare Equitalia, è in realtà di questo che si sta parlando: necessità di ricalibrare la macchina fiscale nel senso di una maggiore democraticità dei processi, rimettendo al centro del rapporto tra fisco e contribuente il Governo e il Parlamento.

Una necessità invero sacrosanta.

Quattro le principali azioni da intraprendere.

Uno: cessare il sistematico ricorso alla decretazione d’urgenza per l’adozione di provvedimenti fiscali, a cominciare da quelli che hanno per oggetto l’introduzione di nuovi poteri di accertamento e riscossione, essendo più che mai necessaria una adeguata istruttoria da parte delle competenti commissioni parlamentari che mal si concilia con i tempi di conversione in legge dei decreti.

Due: sottrarre l’attività di interpretazione amministrativa delle norme fiscali all’Agenzia delle Entrate e attribuirla al Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia, così da evitare che le linee guida agli uffici siano date dal medesimo ente che ha anche la funzione di elevare le contestazioni ai contribuenti, con quel che ne consegue in termini di letture interpretative non sempre serene e imparziali rispetto al dettato normativo.

Tre: ricondurre Equitalia al Ministero dell’Economia, quale sua diretta partecipata, in luogo della sua attuale posizione subordinata rispetto a Agenzia delle Entrate e INPS.

Quattro: dare vita a una magistratura tributaria professionale, con formazione specialistica economico-giuridica e indipendente dal Ministero dell’Economia anche dal punto di vista organizzativo.

Solo attribuendo a ciascuna parte del telaio della macchina fiscale la sua giusta funzione, si potrà ottenere di creare i presupposti di un rapporto tra fisco e contribuente efficiente senza essere feroce, innestando poi, su un telaio che funziona, il motore di una indifferibile riforma quantitativa e qualitativa del prelievo fiscale.

Enrico Zanetti
Deputato Gruppo Scelta Civica
Segretario Commissione Speciale della Camera

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