CONVERSIONE IN LEGGE DEL DECRETO SUI PAGAMENTI ALLE IMPRESE

Trentotto gli emendamenti depositati da Scelta Civica presso la Commissione Speciale alla Camera

Sono 38 gli emendamenti presentati in Commissione Speciale alla Camera da Scelta Civica per apportare modifiche migliorative al testo del Decreto Legge sui pagamenti dei debiti della PA con i fornitori.

 

Gli interventi hanno tra i principali obiettivi:

  • assicurare maggiore flessibilità di gestione, da parte delle Regioni e degli Enti locali, degli spazi finanziari in deroga al patto di stabilità concessi dal Decreto, per consentire un più rapido trasferimento agli Enti locali delle somme per il pagamento dei debiti a fronte di spese in conto capitale e per tenere conto della necessità di non penalizzare i fornitori degli Enti locali virtuosi che, per rispettare il patto, hanno rallentato o sospeso i lavori;
  • garantire piena effettività alla concreta applicazione delle sanzioni previste a carico dei dirigenti pubblici che non rispettano i tempi delle procedure e dei pagamenti previsti dal piano di attuazione del Decreto;
  • aumentare dal 13% al 25% delle giacenze di cassa la possibilità per gli Enti locali che ne dispongono di effettuare già pagamenti, nelle more della definizione complessiva degli spazi finanziari a ciascuno spettanti, al fine aumentare il beneficio finanziario immediato per l’economia del Paese;
  • dare priorità nei pagamenti, oltre che dei crediti diversi da quelli ceduti pro soluto ad intermediari finanziari, anche dei crediti vantati da fornitori per i quali non sia nel frattempo già sopravvenuta sentenza dichiarativa di fallimento, così da evitare che il criterio dell’anzianità del credito possa tradursi in pagamenti anzitutto a favore di aziende ormai fuori dal ciclo produttivo;
  • minimizzare il rischio che, per i crediti già anticipati pro solvendo dalle banche, i pagamenti possano tradursi in meri rientri delle esposizioni senza concessione di nuovi affidamenti per importo equivalente;
  • estendere le procedure di certificazione dei crediti anche a quelli derivanti da prestazioni professionali (attualmente sono certificabili solo quelli derivanti da somministrazioni, forniture o appalti), per evidenti ragioni di equità nei confronti dei fornitori liberi professionisti;
  • sganciare dai vincoli del DURC i pagamenti effettuati in attuazione del piano straordinario;
  • prevedere che la mappatura dei debiti delle PA verso i fornitori avvenga con periodicità annuale, con obbligo di comunicazione telematica al Ministero dell’Economia e applicazione di sanzioni personali per i dirigenti pubblici inadempimenti, così da non ritrovarsi più nella condizione di non sapere neppure a quanto ammontano i debiti complessivi.

La farraginosità delle procedure previste dal Decreto dipende essenzialmente dalla mancanza di conoscenza del dato complessivo dell’esposizione debitoria.

Una lacuna conoscitiva nelle dinamiche di gestione del bilancio dello Stato e dei sottostanti flussi procedurali che non può essere ulteriormente sopportata e che alcuni degli emendamenti proposti mirano a colmare anche in vista di auspicabili nuovi decreti di finanziamento di ulteriori piani straordinari di pagamento dei debiti scaduti delle PA.

Emendamenti sono stati presentati anche in materia di IMU e TARES, oggetto di alcuni articoli del Decreto.

Per l’IMU, Scelta Civica propone:

  • una semplificazione della disciplina dei versamenti, prevedendo il calcolo della prima rata sulla base delle aliquote e detrazioni in vigore per l’anno prima, a prescindere che la delibera del Comune per l’anno in corso venga adottata prima o dopo il termine di versamento della predetta rata;
  • l’esenzione dall’imposta per gli immobili degli enti di ricerca scientifica, con indicazione della relativa copertura finanziaria (9 milioni di euro).


Quanto alla TARES, oltre ad alcune modifiche finalizzate ad accrescere la chiarezza dei termini del rinvio a dicembre del maggiore o minore esborso finanziario derivante dalla sua applicazione, rispetto a quanto risultava dovuto dai singoli contribuenti a titolo di TIA o TARSU fino all’anno scorso, Scelta Civica propone l’abrogazione della maggiorazione di 30 centesimi a metro quadro che andrebbe a remunerare i c.d. “servizi indivisibili”.

Pur nella piena consapevolezza della necessità di trovare adeguate coperture finanziarie a questa abrogazione, Scelta Civica ritiene fondamentale richiamare l’attenzione sui rischi di incostituzionalità che questa misura presenta, per come è stata concepita in una bozza di decreto legislativo che era in fase di studio a ottobre 2011 dall’allora Governo Berlusconi e successivamente “incorporata” nel Decreto “Salva Italia” nei concitati giorni di fine novembre dal Governo Monti.

Ulteriori emendamenti sono stati inoltre presentati ai fini dell’inserimento nel provvedimento di misure volte a risolvere alcune problematiche di natura operativa sorte nel settore edile anche a seguito dei gravi ritardi nei pagamenti alle imprese, nonché volte a disporre l’abrogazione l’abrogazione del regime di responsabilità solidale, tra appaltatore e subappaltatore, per i versamenti di IVA e ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente, causa le gravi ripercussioni che può determinare sul sistema produttivo questo appesantimento burocratico di scarsa utilità pratica per lo Stato.

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