FISCO: LE 7 PRIORITA' DI SCELTA CIVICA PER LA COMMISSIONE FINANZE

Certezza del diritto tributario. Semplificazione degli adempimenti. Abrogazione di norme inutili o dannose “senza costo diretto”. Riforma di Equitalia e riassetto complessivo della macchina fiscale. Inserimento in Costituzione dei principi dello Statuto del contribuente. Superamento delle difficoltà di accesso al credito per le imprese. Revisione dei criteri di tariffazione delle utenze idriche ed elettriche alle famiglie.

I deputati di Scelta Civica che fanno parte della Commissione Finanze Enrico Zanetti (Vicepresidente), Mario Sberna e Giulio Cesare Sottanelli hanno presentato stamane le 7 proposte di attività prioritarie ai fini della calendarizzazione dei lavori della Commissione.


Il presente documento riepiloga ed illustra le attività che il Gruppo Scelta Civica propone come prioritarie nell’organizzazione dei lavori della Commissione Finanze della Camera nei prossimi mesi, al netto della parte di attività “necessitata” che deriverà dall’esame di provvedimenti di iniziativa governativa, a cominciare dall’auspicabile rilancio, quanto prima, di un disegno di legge delega per una riforma complessiva del sistema fiscale.

1    Certezza del diritto tributario

2    Semplificazione degli adempimenti fiscali

3    Abrogazione di norme tributarie inutili o dannose “senza costo diretto”

4    Riforma di Equitalia e riassetto complessivo della macchina fiscale

5    Costituzionalizzazione dei principi dello Statuto del contribuente

6    Superamento delle difficoltà di accesso al credito per le imprese

7    Revisione dei criteri di tariffazione delle utenze idriche ed elettriche alle famiglie

 



1    Certezza del diritto tributario

Sin da quanto, alla fine del 2008, la giurisprudenza della Cassazione a sezioni unite ha derivato dal dettato costituzionale l’esistenza di un principio generale “anti-abuso del diritto tributario”, la mancanza di una definizione esplicita del concetto di elusione e di una regolamentazione degli aspetti di sostanza e di procedura connessi alla sua applicazione ha generato gravi incertezze nel rapporto tra fisco e contribuenti.

Nella passata legislatura, non si è trascurato di affrontare il problema, ma si è scelto di farlo nell’ambito del disegno di legge delega per la riforma del sistema fiscale che non ha poi completato il suo iter.

Il Gruppo Scelta Civica ritiene fondamentale procedere quanto prima all’inserimento nel corpo normativo di una “norma antielusiva generale” che declini ed espliciti gli elementi caratterizzanti il principio generale dell’abuso del diritto in ambito tributario, ma, proprio in ragione della necessità di pervenire celermente a questo obiettivo, ritiene che la materia debba essere enucleata da più ampi disegni di legge delega per la riforma del sistema fiscale e affrontata con un disegno di legge ad hoc.

Azioni da intraprendere: presentazione di un disegno di legge il più possibile condiviso tra i Gruppi e sua discussione per l’affinamento in Commissione Finanze, con opportune audizioni delle principali istituzioni tecniche, associazioni rappresentative di imprese e professionisti, centri studi tributari


2    Semplificazione degli adempimenti fiscali

Nel corso del 2012, l’Agenzia delle entrate ha avviato una ricognizione di tutti gli adempimenti fiscali attualmente esistenti, al fine di valutarne l’abrogazione e, ove non possibile, la semplificazione.

Quella della semplificazione degli adempimenti fiscali è senza dubbio alcuno una delle principali priorità, soprattutto per le partite IVA italiane, a causa della vera e propria recrudescenza di comunicazioni telematiche obbligatorie che si è avuta negli scorsi anni, scaricando così sui contribuenti oneri amministrativi talvolta ingenti e quasi mai proporzionati all’effettiva utilità degli adempimenti medesimi in termini di contrasto all’evasione ed elusione fiscale.

Il Gruppo Scelta Civica ritiene che il tema della semplificazione degli adempimenti fiscali debba essere rilanciato dalla Commissione Finanze, al fine di pervenire quanto prima all’approvazione di un provvedimento legislativo che ne compendi il numero massimo possibile.

Azioni da intraprendere: avviare un ciclo di audizioni, cominciando con l’Agenzia delle entrate e le associazioni rappresentative di imprese e professionisti esperti in materia fiscale; monitorare l’effettività delle azioni di semplificazione che l’Agenzia delle entrate può autonomamente disporre; valutare congiuntamente al Governo l’iter migliore per pervenire alla formalizzazione del provvedimento legislativo che dovrà recepire le semplificazioni fiscali, relativamente a quelle per le quali si rende necessario tale presupposto.


3    Abrogazione di norme tributarie inutili o dannose “senza costo diretto”

Dopo gli ultimi anni di caotica e disorganica legislazione emergenziale in materia fiscale, il diritto tributario è disseminato di norme che determinano vere e proprie diseconomie per il sistema Paese in termini di rapporto tra effettiva utilità per l’Erario (in termini di gettito o di contrasto all’evasione) e oggettiva complessità o iniquità per i contribuenti.

Il Gruppo Scelta Civica ritiene che sia necessario procedere ad una mappatura di tutte quelle norme che complicano la vita ai singoli contribuenti assai più di quanto producono una effettiva utilità all’Erario, al fine di individuare anzitutto quelle che possono essere abrogate senza un effettivo costo per le casse dello Stato.

A titolo esemplificativo, il Gruppo Scelta Civica individua sin d’ora tre abrogazioni assolutamente opportune e non ulteriormente differibili:
l’abrogazione, con effetto ex tunc, della norma che impone a committenti e appaltatori di tutti i settori economici obblighi di controllo della fedeltà fiscale delle loro controparti contrattuali, pena sanzioni e responsabilità solidale per l’IVA e le ritenute da questi non versate;
l’abrogazione della norma che equipara le società in perdita fiscale per tre esercizi consecutivi a società non operative, con conseguenti obblighi di dichiarazione di reddito minimo e IRES da pagare ad aliquota maggiorata;
l’abrogazione della norma in base alla quale, in caso di indagini finanziarie, si presumono ricavi o compensi non dichiarati (e, quindi, evasi) pure i prelevamenti fatti dal conto corrente che non sono transitati in contabilità, spostando sul contribuente l’onere di provare che si trattava di prelevamenti fatti per finalità personali e non aziendali o professionali.

Azioni da intraprendere: istituire un gruppo di lavoro, con la partecipazione di tutti i Gruppi, per la mappatura di tutte le norme tributarie inutili o dannose di cui si può disporre l’abrogazione “senza costo diretto” per l’Erario; valutare congiuntamente al Governo l’iter migliore per pervenire alla formalizzazione dei provvedimenti legislativi che potranno recepire queste abrogazioni, verificando già la possibilità di inserirne alcune in sede di conversione in legge dell’annunciato decreto che determinerà la sospensione della rata di giugno dell’IMU sulle abitazioni principali.


4    Riforma di Equitalia e riassetto complessivo della macchina fiscale

Dal 2006 in avanti, la lotta all’evasione fiscale ha fatto oggettivi passi avanti.

Questo risultato importante è stato però accompagnato da una eccessiva concentrazione di poteri in capo alla filiera Agenzia delle Entrate – Equitalia, con quest’ultima che è sotto ogni punto di vista il braccio operativo della prima e dell’INPS, invece che del Ministero dell’Economia.

Oggi non si tratta certo di tornare indietro da un percorso che deve anzi proseguire sul fronte del costante aumento del recupero di gettito dall’evasione fiscale, ma è necessario coniugare l’efficacia dell’azione con una ripartizione di ruoli, poteri e competenze che eviti il verificarsi di asperità eccessive e controproducenti nel rapporto con i cittadini, facendo talvolta deragliare l’efficienza nella ferocia.

Il Gruppo Scelta Civica ritiene che solo attribuendo a ciascuna parte del telaio della macchina fiscale la sua giusta funzione, si potrà ottenere di creare i presupposti di un rapporto tra fisco e contribuente efficiente senza essere feroce, innestando poi il motore di una riforma quantitativa e qualitativa del prelievo fiscale.

In particolare, quattro sono le direttrici di riorganizzazione funzionale che il Gruppo Scelta Civica individua come opportune:
cessazione del sistematico ricorso alla decretazione d’urgenza per l’adozione di provvedimenti fiscali, a cominciare da quelli che hanno per oggetto l’introduzione di nuovi poteri di accertamento e riscossione, essendo più che mai necessaria una adeguata istruttoria da parte delle competenti commissioni parlamentari che mal si concilia con i tempi di conversione in legge dei decreti;
sottrazione dell’attività di interpretazione amministrativa delle norme fiscali all’Agenzia delle Entrate e attribuirla al Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia, così da evitare che le linee guida agli uffici siano date dal medesimo ente che ha anche la funzione di elevare le contestazioni ai contribuenti, con quel che ne consegue in termini di letture interpretative non sempre serene e imparziali rispetto al dettato normativo;
riconduzione di Equitalia al Ministero dell’Economia, quale sua diretta partecipata, in luogo della sua attuale posizione subordinata rispetto a Agenzia Entrate e INPS;
creazione di una magistratura tributaria professionale, con formazione specialistica e organizzazione funzionale indipendente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze

Inoltre, sempre nell’ambito di questo riassetto complessivo della macchina fiscale, è necessario mettere mano ai costi della riscossione coattiva (interessi e aggio a favore di Equitalia) che vengono oggi scaricati sui contribuenti, posto che la loro attuale entità è tale da assumere una valenza più sanzionatoria che realmente corrispettiva del costo della riscossione e questo risulta inaccettabile, tanto più in tempi di crisi in cui molti di coloro che non pagano alle scadenze non sono degli evasori, ma semplicemente dei contribuenti in grave difficoltà.

Azioni da intraprendere: istituire una commissione parlamentare di indagine sui “costi-benefici” per l’Erario e la collettività prodotti dall’attuale assetto Agenzia delle entrate – Guardia di Finanza – Equitalia”, con la finalità di individuare un assetto organizzativo che consenta di minimizzare i primi e massimizzare i secondi, rispetto ai risultati sino ad oggi ottenuti in termini di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale.


5    Costituzionalizzazione dei principi dello Statuto del contribuente

Lo Statuto del contribuente è stato introdotto nel nostro ordinamento nell’anno 2000.

La sua natura di legge ordinaria, abbinata a una poco commendevole inclinazione dei diversi governi e maggioranze politiche che si sono succedute di ritenere i diritti dei cittadini sempre sacrificabili alle esigenze di gettito contingenti dello Stato, ha determinato in questi dieci anni una sistematica violazione della quasi totalità dei principi da esso recati, mediante il ricorso a norme derogatorie dello Statuto stesso.

Alcuni principi fondamentali, tra quelli contemplati dallo Statuto, meritano evidentemente una assai diversa considerazione e una forma giuridica che ne garantisca l’effettività.

A tale fine, pare indifferibile la loro elevazione a norme di rango costituzionale, tanto più oggi che, essendo stata introdotta in Costituzione la regola dell’equilibrio di bilancio, una pari valenza costituzionale dei principi fondamentali di tutela del cittadino contribuente diventa presupposto ineludibile per impedire che, ad ogni anche minima difficoltà, si garantisca il rispetto del precetto costituzionale dell’equilibrio di bilancio mettendo tutto in conto ai contribuenti, sprovvisti di tutele aventi analoga valenza giuridica.

Il Gruppo Scelta Civica ritiene che non tutti i principi dello Statuto del contribuente devono assurgere a norma di rango costituzionale, ma alcuni è senz’altro d’uopo che accada.

Azioni da intraprendere: presentazione di un disegno di legge il più possibile condiviso tra i Gruppi e sua discussione per l’affinamento in Commissione Finanze


6    Superamento delle difficoltà di accesso al credito per le imprese

La soluzione del problema dell’accesso al credito per le imprese è prioritaria per la ripartenza economica del Paese.

Tanto più se si considera che la già ora assai difficile situazione potrebbe andare peggiorando, ove trovassero conferma gli scenari che ipotizzano, nell’arco dei prossimi due anni e mezzo, una ulteriore stretta creditizia a livello di “sistema Paese” di circa 50 miliardi di euro.

In questo quadro, è fondamentale creare i presupposti politici e giuridici per un massiccio coinvolgimento della Cassa Depositi e Prestiti sul fronte del credito alla piccola e medio-grande impresa.

In particolare, la Cassa Depositi e Prestiti potrebbe alimentare un grande fondo di garanzia costituito ad hoc che, attraverso i Consorzi fidi già esistenti (da aprire anche ai privati), possa costituire garanzie accessorie a quelle normalmente già fornite dai clienti alle banche.

Così come, anche per il tramite di una moral suasion nei confronti degli investitori italiani istituzionali, potrebbe dotare di adeguate risorse appositi fondi specializzati nel finanziamento di imprese di medio-grandi dimensioni che sono comuni all’esperienza di molti altri Paesi e mancano invece nel nostro, con quel che ne consegue in termini di trascinamento di risorse verso mercati esteri.

Azioni da intraprendere: avviare un ciclo di audizioni, insieme al Governo, della Cassa Depositi Prestiti e delle principali istituzioni e associazioni bancarie e assicurative italiane per individuale e favorire le possibili soluzioni operative e giuridiche.


7    Revisione dei criteri di tariffazione delle utenze idriche ed elettriche alle famiglie

Sia le tariffe per le utenze idriche che quelle per le utenze elettriche presentano a tutt’oggi delle gravi distorsioni a danno, in particolare, dei nuclei famigliari più numerosi.

In particolare, le tariffe per le utenze elettriche per uso domestico, nonostante le liberalizzazioni, continuano a ricalcare lo schema che era stato stabilito oltre vent’anni fa da ENEL e CIP.

L’errore di fondo, per lo meno in un contesto sociale in cui a parole tutti dicono di voler tutelare le famiglie numerose, quale soggetto debole per eccellenza e al tempo stesso fondamentale della struttura sociale, è riconducibile al fatto che nei criteri tariffari il parametro del consumo effettivo non viene in alcun modo contemperato con quello del numero dei componenti del nucleo familiare che si avvale della specifica utenza domestica.

Il Gruppo Scelta Civica ritiene che, seppur nel rispetto della libertà di mercato che caratterizza con diverse gradazioni questi settori, è necessario rimettere mano a questi criteri tariffari, al fine di tenere adeguatamente conto, a fianco del dato quantitativo del consumo, anche del dato qualitativo e sociale che ad esso sottende e per la cui valorizzazione è imprescindibile tenere conto del numero dei componenti del nucleo familiare che si avvale di una determinata utenza domestica.

Azioni da intraprendere: avviare un ciclo di audizioni, insieme al Governo, delle associazioni rappresentative degli operatori idroelettrici per individuale e favorire le possibili soluzioni operative e giuridiche.

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