Enrico Zanetti al Corriere della Sera: «L’Agenzia Entrate non muore. Continui a recuperare l'evasione»

Enrico Zanetti, sottosegretario all'Economia, è vero che l'Agenzia delle Entrate rischia di morire, come dice il direttore Rossella Orlandi?
«E indubbio che ci sia qualche tensione per la vicenda dei dirigenti dichiarati illegittimi dalla Corte costituzionale, perché promossi con procedure interne e non per concorso. Ma parlare di morte mi sembra esagerato e anche irrispettoso verso i 40 mila funzionari».

 

 

 


E se il direttore Orlandi ha esagerato, come dice lei, perché lo avrebbe fatto?
«È legittimo che chi guida un ente richiami l'attenzione sulle esigenze del suo ufficio. Ma un atteggiamento del genere in pubblico da una legittimazione politica a risolvere il problema in un modo che il governo non condivide».

E quale sarebbe?
«Nelle ultime settimane sono stati presentati diversi emendamenti prima per fare una sanatoria dei dirigenti, poi per aumentare il numero di quelli a termine. Non mi sorprenderei se lo stesso avvenisse alle Camere con la Stabilità».

Ma con un'Agenzia più debole non c'è il rischio di recuperare meno dall'evasione?
«Non è debole, basta fare selezioni e concorsi. Ma mi sentirei più tranquillo se alla guida non ci fosse qualcuno pronto a fare in pubblico il gioco del “l’avevo detto io”».

C'è però il problema dei dirigenti degradati a funzionari che si vedono tagliare lo stipendio e lasciano l'Agenzia per aziende e studi privati.
«Per l'amministrazione è un vanto: vuoi dire che sono persone preparate. Ma queste porte girevoli fanno riflettere».

In che senso?
«Non è bello che chi ha una posizione di vertice e lascia l'agenzia entri in uno studio con il quale, fino al giorno prima, era in contraddittorio e magari ha pure chiuso un'istanza. Per il futuro serve una sorta di patto che limiti per un periodo questa possibilità».

Alcuni dirigenti “degradati” hanno fatto ricorso. Dicono che vinceranno, come successo agli insegnanti precari.
«C'è una sentenza della Corte costituzionale, che non si può non rispettare. E c'è un concorso per nuovi dirigenti aperto a tutti. Se poi non hanno voglia di partecipare…».

Ma non è che lei è contro l'Agenzia perché ha fatto per anni il commercialista?
«Non sono affatto contro l'Agenzia. Da ex commercialista la cosa più conveniente sarebbe semmai essere amico ossequioso di qualche dirigente. E invece serve trasparenza».

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