Il Sole 24 Ore: Niente sanatoria per i dirigenti

Agenzia delle Entrate. Incontro tra il premier Renzi e il Segretario di Scelta civica Zanetti: stop alle scorciatoie per il concorso.
Emendamento alla Stabilità a tutela dei funzionari retrocessi alla seconda area.

Stop a scorciatoie e sanatorie per il reclutamento dei dirigenti delle Entrate, mentre la convergenza nella maggioranza rende più vicina l'approvazione dell'emendamento in grado di sanare la situazione dei circa 700 funzionari retrocessi dalla terza alla seconda area per un vizio procedimentale del concorso in base a quanto deciso dal Tar Lazio a febbraio.


Non solo. Stop a qualsiasi dichiarazione dei vertici dell'Agenzia sui rischi a cui andrebbe incontro la struttura operativa del Fisco italiano. Sono le conclusioni a cui sarebbero giunti il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il Segretario di Scelta civica e Sottosegretario all'Economia, Enrico Zanetti, dopo il confronto che si è svolto ieri a Palazzo Chigi alla presenza anche del capogruppo Sc alla Camera, Giovanni Monchiero, e il presidente del partito Salvatore Matarrese.

Come si ricorderà l'incontro era stato chiesto al premier dalla compagine di maggioranza all'indomani delle dichiarazioni pubbliche rilasciate da Rossella Orlandi, direttrice delle Entrate, sul rischio di morte dell'agenzia. In quell'occasione Zanetti aveva chiesto le dimissioni della Orlandi se, come spiega in una nota lo stesso Segretario di Scelta Civica «il direttore avesse proseguito in simili esternazioni incompatibili con un rapporto di leale collaborazione con il Governo».

Sui possibili interventi del Parlamento sul personale delle Entrate, Scelta Civica sostiene solo la richiesta (su cui ci sono emendamenti sia della senatrice dem Cecilia Guerra, sia di altre forze politiche come, tra le altre, Sel) di assicurare ai 700 funzionari che hanno svolto mansioni di terza fascialo stesso trattamento economico e la possibilità di continuare a svolgere le stesse funzioni, pur essendo stati degradati alla seconda fascia per via giurisprudenziale.

A preoccupare Zanetti e il suo partito sono, invece, i numerosi emendamenti presentati sia dalla maggioranza sia dalle opposizioni sulle modalità di reclutamento dei nuovi dirigenti e sull'espletamento del concorso pubblico che si dovrà tenere entro il 31 dicembre 2016. Per Scelta Civica, infatti, «le selezioni per le posizioni organizzative speciali (Pos) e per quelle temporanee (Pot) di concorsi pubblici per gli incarichi dirigenziali non dovranno essere messe in discussione». E su questo punto Scelta Civica ha ottenuto il via libera dal Premier.

Le soluzioni messe in campo dal Governo con il Dl Enti locali, per Zanetti, «dovranno essere confermate e salvaguardate dall’ondata di emendamenti che mirano invece a ripristinare metodi discrezionali inaccettabili e, in alcuni casi, vere e proprie sanatorie». In particolare nel mirino di Scelta Civica finisce l'emendamento alla Stabilità sottoscritto dal Pd che in estrema sintesi conferma il concorso pubblico per soli esami per il reclutamento dei dirigenti delle Entrate da effettuare entro il 31 dicembre 2016, così come la riserva al 30% per i dipendenti delle agenzie, ma rispetto al Dl enti locali esclude la Funzione pubblica dalla definizione dei criteri della gara pubblica, lasciando il compito al Ministero dell'Economia. Con lo stesso emendamento presentato dal capogruppo Pd in Commissione Bilancio, Giorgio Santini, si chiede, in attesa del concorso da espletare entro il 2016, l’assegnazione di incarichi di responsabilità provvisoria di uffici dirigenziali a funzionari della terza area in possesso della laurea e che abbiano maturato un'anzianità di almeno cinque anni nell'area di appartenenza.

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