Enrico Zanetti a Il Messaggero: «Giusto sganciare i salari, discutiamone dai sindacati solo una reazione feroce»

Il Sottosegretario all'economia sulla proposta Poletti «Nella manovra primo segnale sulla detassazione»
«La privatizzazione delle ferrovie? La rete deve essere scorporata, solo così si garantisce la concorrenza»

Sottosegretario Enrico Zanetti, il ministro Giuliano Poletti ha lanciato un sasso nello stagno, sostenendo che nella contrattazione il salario andrebbe slegato dall'orario di lavoro. I sindacati sono insorti. Susanna Camusso ha addirittura detto che Poletti si crede “Ufo robot”…
«Credo che il ministro Poletti abbia fatto una riflessione interessante. Ma di riflessione si tratta, perché come ha spiegato lo stesso ministro non c'era volontà di arrivare a rapide conclusioni come quelle che invece i sindacati gli hanno sorprendentemente imputato».

 

Perché giudicala reazione dei sindacati sorprendente?
«Quello che è sorprendente, è che solo lanciare un dibattito. che ritengo ragionevolissimo, sia sufficiente a scatenare reazioni di chiusura totale con tanto di presa in giro e sberleffi da parte dei sindacati. Le parole di Poletti non sono un disegno di legge, sono una riflessione di massima che merita di essere inserita all'interno del dibattito. Credo che una reazione così feroce di chiusura non lasci dubbi circa il fatto che più che avere un ministro "Ufo robot" abbiamo dei sindacati che sono dei morti viventi».

In realtà il loro timore è che dietro le parole di Poletti si nasconda un tentativo di intervento a gamba tesa sulla riforma della contrattazione che stanno discutendo con Confindustria. Il retropensiero è che il governo voglia intervenire con una legge...
«Il governo ha esercitato quasi tutte le deleghe previste dal jobs act. Non aver esercitato quella sul salario minimo credo che sia stato un atto di profondo rispetto verso le parti sociali che sono impegnate in un complesso confronto. Il governo ha però anche sempre detto che il tempo non è infinito».

Per ora il tema della produttività è stato affrontato da un punto di vista fiscale nella legge di stabilità, con la tassazione agevolata del 10% su premi e straordinari. Il tetto fissato però, è solo di 2 mila euro. Diversi emendamenti propongono di farlo salire fino a 6 mila euro. Sarà possibile?
«In questo momento riteniamo di aver già fatto un primo importante intervento su questo fronte. Ci sono tante altre questioni da affrontare, a iniziare da quella del Sud. Le risorse sono limitate, ma far salire il tetto, qualora si trovassero le coperture, rientrerebbe pienamente nelle linee d'azione di questo governo».

I sindacati hanno anche manifestato in piazza per chiedere più risorse per il rinnovo del contratto. Sarà possibile aumentare la dote di 300 milioni destinata allo scopo dal governo?
«I saldi della manovra sono disegnati. Possono esserci dei ritocchi, ma degli stravolgimenti no. Comprendo che le somme destinate al pubblico impiego siano considerate insufficienti, ma c'è stato comunque un passo avanti rispetto agli ultimi anni».

A proposito di coperture. L'emergenza terrorismo ha fatto dirottare i fondi inizialmente previsti per il taglio dell'Ires, una delle battaglie di Scelta Civica di cui lei è Segretario, verso le spese per la sicurezza. Nulla da obiettare?
«Credo sia importante rimettere in fila le cose. Il taglio dell'Ires è stato sempre collocato nel 2017. E questa intenzione è confermata. Si era provato ad anticiparlo usando i maggiori spazi di flessibilità sul deficit della cosiddetta clausola dei migranti. Di fronte ai fatti accaduti è evidente che una flessibilità sugli eventi straordinari, che era più difficile ottenere per effettuare il taglio dell'Ires, avrà molte più possibilità di essere accolta nel caso dell'emergenza generata dai fatti di Parigi. Sull'Ires comunque, non c'è nessuna marcia indietro del governo. Il taglio ci sarà nel 2017».

Il Tesoro ha appena rinnovato i vertici delle Ferrovie per accelerare la privatizzazione. Ma il nodo centrale, il destino della rete, non è stato sciolto. Qual è la sua posizione?
«Per noi di Scelta Civica la via maestra per una privatizzazione che apra la strada a vera concorrenza e vera efficienza, passa attraverso lo scorporo della rete dal servizio. Una separazione contabile all'interno dello stesso contenitore societario non è sufficiente».

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