Enrico Zanetti a La Stampa: "Un credito d'imposta eviterebbe l'alt della Ue”

Secondo il Sottosegretario all'Economia Enrico Zanetti la proposta del Pd di costituire un fondo di solidarietà «è poco praticabile». Perché rischia di incorrere nei veti di Bruxelles. «In base alla normativa sugli aiuti di Stato, che esiste già ed è inserita in una comunicazione della Commissione in vigore dal 1 agosto 2013 - sottolinea Zanetti - gli interventi statali per aiutare la soluzione delle crisi bancarie sono consentiti solo se prima la perdita viene assorbita da azionisti e obbligazionisti subordinati».
Per questo la proposta avanzata in commissione Bilancio dal Pd, che stando alle parole pronunciate domenica dal viceministro Morando sarebbe quella preferita dal governo, rischia di non funzionare.

«Non si capisce come un'operazione che è vietata prima (dare soldi ad azionisti e obbligazionisti subordinati nell'ambito di una risoluzione "assistita" comunque dallo Stato), diventi permessa se fatta dopo la ristrutturazione ma in occasione della stessa, visto che l'effetto è identico» commenta il Sottosegretario.

 

Per questo Scelta Civica ha indicato un'altra strada «molto più ragionevole». «La nostra proposta - spiega Zanetti prevede di riconoscere un credito dl imposta del 26% sulle perdite, con un tetto massimo di 50 mila curo».

Perché questa proposta ha più possibilità avere l'ok di Bruxelles?
«Almeno qui - sostiene Zanetti - il diritto di dedurre le plusvalenze esiste già, cambia solo il tipo di reddito contro il quale si può utilizzare la perdita (non solo plusvalenze ma anche Irpef)».

Zanetti, comunque, ci tiene a precisare che «l'intervento del Governo non ha danneggiato nessuna. Ha solo chiarito come vengono salvati gli altri creditori. Il punto è che qui si tende, come al solito, a non punire i colpevoli. E allora meglio se poi paga pantalone, cioè noi. Ma l'Ue non ce la passa e infatti Renzi sta mettendo le mani avanti, giustamente».

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