SULL'IMU PRIMA CASA SCELTA CIVICA RILANCIA IL RADDOPPIO DELLE DETRAZIONI

La rimodulazione dell'IMU sull'abitazione principale unisce la maggioranza nella volontà di procedervi, ma la divide sul modo.
Scelta Civica non intende avallare i desiderata della parte più oltranzista del PDL, secondo cui l'IMU andrebbe tolta su tutte le prime case, perché investire così 4 miliardi di euro (8, se si procedesse addirittura alla restituzione di quanto pagato nel 2012) significherebbe non avere chiaro che gli interventi più massicci devono riguardare lavoro e imprese, altrimenti avremo presto italiani con la casa detassata, ma anche italiani senza altra prospettiva che restarsene a casa.
D'altro canto, Scelta Civica non ritiene condivisibile nemmeno l'impostazione che si sta facendo strada nel PD, fondata su un sistema di detrazioni parametrate al reddito ISEE, così da agevolare i redditi più bassi.
La doverosa perequazione tra redditi alti e bassi si fa agendo in modo trasparente sulla curvatura IRPEF, non in modo opaco su imposte che hanno altre finalità e presupposti.
Senza contare che, in un Paese in cui tutti sono pronti a riconoscere che il reddito dichiarato non è un indicatore affidabile per troppi contribuenti, la continua assunzione a riferimento di questo parametro, anche oltre i suoi ambiti naturali, serve solo ad espandere oltre tali ambiti gli effetti nocivi ed iniqui che discendono dall'occultamento del reddito.


Nell'ottica della riforma del sistema fiscale, Scelta Civica non è contraria ad una imposta che sappia finalmente tenere conto della situazione globale complessiva di un contribuente, tra reddito e patrimonio, ma ritiene che la correlazione tra i due parametri debba essere inversa: data una base imponibile costituita dal patrimonio complessivo del contribuente, i redditi da questo dichiarati negli ultimi cinque o dieci anni devono essere posti in deduzione, così da tassare di più, a parità di patrimonio, chi ha assoggettato a tassazione minori redditi (modello ideale per recuperare l'evasione sui redditi che si traduce in "inspiegabile" disponibilità patrimoniale).
In attesa di questi futuribili discorsi che avranno in sede di riforma generale del fisco la loro giusta collocazione, per la rimodulazione dell'IMU la proposta più ragionevole ed equa rimane quella avanzata da Scelta Civica con serietà ed equilibrio già in campagna elettorale: raddoppiare da 200 a 400 euro la detrazione base e da 50 a 100 euro la detrazione spettante per ciascun figlio a carico.
Con un costo di circa 2 miliardi di euro e senza pasticciare tra patrimonio e reddito in modo opposto a quello che si dovrebbe fare, si otterrebbe così di esentare completamente dall'IMU oltre il 50% delle abitazioni principali, con punte oltre il 75% per i nuclei familiari con almeno due figli a carico.

Enrico Zanetti
Responsabile Finanze Scelta Civica e Vicepresidente Commissione Finanze della Camera

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