Zanetti a Libero: «Vogliono bloccare l'inchiesta sulle banche»

Dopo il dietrofront di Renzi, anche Dini e Monti si oppongono alla commissione per ridurla a una semplice indagine.
Il Sottosegretario Zanetti non ci sta: «Niente assoluzioni a scatola chiusa, il Premier non arretri». E nel Pd c'è chi l'appoggia.

Prima la retromarcia di Matteo Renzi sui potieri della commissione incaricata di far luce sul "caos banche: da commissione d'inchiesta con gli stessi poteri dell'autorità giudiziaria, a semplice commissione d'indagine. Poi l’uno-due, con le possibili scelte del Parlamento, di Lamberto Dini e Mario Monti. Per l’ex direttore generale di Bankitalia, la commissione d'inchiesta «sarebbe un carrozzone in cui tutti si farebbero pubblicità». Monti, invece, non crede che «che il Parlamento, popolato com'è da politici contemporanei le cui performance vediamo quotidianamente in termini di serena obiettività, possa avere la missione di accertare la verità».

Due siluri, più il dietrofront del governo, che nella maggioranza fanno gridare al «boicottaggio» Enrico Zanetti, Sottosegretario all'Economia e leader di Scelta civica. «Vedo in atto, tutto intorno al governo e al Parlamento, il tentativo di costruire un vero e proprio cordone sanitario per scongiurare sul nascere la costituzione di una commissione d'inchiesta sulla vigilanza bancaria» denuncia Zanetti. Il riferimento del numero uno di SC è sia alle parole, nello stesso giorno, di Dini e Monti, sia alle indiscrezioni sulla possibile retromarcia di Palazzo Chigi sulla natura della commissione.
Zanetti sente puzza di bruciato e non ci sta: giù le mani dalla commissione d'inchiesta. «Attenzione perché questa non è la richiesta dei soliti populisti d'accatto, ma dei moderati italiani: niente accuse a scatola chiusa, niente assoluzioni a scatola chiusa», avverte il Segretario di Scelta Civica. Il timore è che dietro le sortite di due pezzi da novanta come Dini e Monti, si nasconda il tentativo di indurre Renzi al passo indietro.

 

Un sospetto avvalorato dal fatto che due giorni fa i senatori del Pd hanno anticipato le decisioni di Palazzo Chigi: niente commissione bicamerale d'inchiesta, ma semplice commissione - per giunta monocamerale - d'indagine. Un esito contro il quale Scelta Civica, da partner di maggioranza, è pronta ad affilare le armi. «Il presidente del consiglio non si faccia condizionare», è il messaggio recapitato a Palazzo Chigi. Da Scelta Civica ricordano, che è proprio sulla scorta delle assicurazioni di Renai sul varo della commissione d'inchiesta che lo stesso Zanetti, «sul caos banche, ci ha messo la faccia; incontrando i risparmiatori danneggiati dal salvataggio dei quattro istituti di credito». Conclusione: «ll governo non arretri».
Percorrere la strada della commissione d'indagine, per Scelta civica sarebbe inaccettabile, soprattutto perché l'organismo sarebbe «monocamerale, ovvero composto solo da senatori, e non bicamerale. Molti gruppi parlamentari sarebbero estromessi da una discussione cui invece dovrebbero partecipare tutte le forze politiche».

Nella maggioranza si schiera al fianco di Zanetti Giacomo Portas, presidente della commissione di Vigilanza sull'Anagrafe tributaria, eletto alla Camera nel Pd. «La commissione d'inchiesta sulla vigilanza bancaria va fatta velocemente, perché è un modo per rispondere ai dubbi che tanti risparmiatori in questi giorni hanno su alcune nostre banche. Facciamo nel più breve tempo possibile». L'opposizione resta all'offensiva. Stamattina una delegazione dei gruppi parlamentari del M5S prenderà parte alla protesta del Comitato vittime del Salva-banche davanti Bankitalia.

Ieri il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiesto un «accertamento rigoroso e attento delle responsabilità» sul crac delle banche. «Parole importanti», riconosce Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia, secondo cui, «purtroppo, le affermazioni del Capo dello Stato «rischiano di cadere nel vuoto visto che colui che oggi (ieri, ndr) sedeva alla sua destra, ovvero il presidente del Consiglio Renzi, ha fin qui fatto l'esatto contrario».

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