Zanetti al Corriere Fiorentino: «Così riformeremo le banchine»

Il Sottosegretario all'economia Zanetti e il piano del governo per le Bcc «Serve fonderle in una holding, però rispettando la loro autonomia»

Il governo ha annunciato la riforma delle banche di credito cooperativo. Ma quando? E come? Questo settore del credito, molto importante in Toscana, aspetta le decisioni di Roma con preoccupazione. Ne parliamo con Enrico Zanetti, Sottosegretario all'economia.

Le banche di credito cooperativo difendono la loro autonomia e la loro proposta di autoriforma. Il premier Renzi parla invece di modello «Credit Agricole», una sorta di fusione collettiva, e addio autonomia. In concreto cosa volete fare?
«Il governo non vuole lasciare le cose come stanno e questo è sacrosanto: la pura e semplice mutualità interna al sistema cooperativo non è più sufficiente a dare garanzie adeguate di stabilità del settore. Serve una reale integrazione che non sacrifichi l'autonomia di chi gestisce bene la propria realtà e al tempo stesso consenta di intervenire non soltanto a buoi scappati nei confronti di chi non è altrettanto bravo o fortunato. Per noi di Scelta Civica il punto di caduta più ragionevole potrebbe essere quello dell'autoriforma, ma con il modello dell'holding unica».

Prima le indiscrezioni di una accelerata natalizia, poi altre su un rinvio a febbraio per la riforma delle Bcc. Quindi, quando arriva la riforma?
«In tempi rapidi. Basta discussioni infinite, ma comunque devono essere idonee a consentire un confronto in maggioranza. La recente vicenda banche credo abbia insegnato a tutti che certi momenti di condivisione, tra tutti coloro che devono poi assumersi la responsabilità politica davanti al Paese, devono essere fatti prima e non dopo. Altrimenti ci ritroviamo in maggioranza un'altra volta in due a spiegare il perché delle scelte e tutti gli altri alla finestra a vedere l'aria che tira».

 

Resta il fatto che le Bcc, lo riconosce anche Bankitalia, hanno erogato (rispetto ai loro patrimoni) più credito alle Pmi delle grandi banche...
«È per questo che bisogna scegliere il modello che consente di coniugare integrazione e autonomia. Perché chi fa buon credito a buone Pmi continui a lavorare come ha sempre fatto, mentre chi fa cattivo credito venga stoppato e rimesso in riga».

Dopo il caso Etruria, Bankitalia ha ribadito che il sistema bancario italiano è solido. Esponenti del governo, come Filippo Taddei, chiedono di «mettere in sicurezza» il sistema Bcc. Segnali contrastanti. Ma lei metterebbe i suoi risparmi in una Bcc?
«Non vedo contraddizione nell'affermare che una cosa va sufficientemente bene e lavorare perché migliori ancora. Non avrei esitazioni a mettere oggi i miei risparmi in una Bcc gestita bene, dopo la riforma del settore anche meno».

Riformare il sistema di controllo sulle banche è una priorità del governo? Come?
«Alcune idee le abbiamo, ma credo che la commissione d'inchiesta sulle banche, che proprio noi di Scelta Civica abbiamo chiesto per primi in maggioranza e che Renzi ha accolto e rilanciato con forza, costituirà uno strumento fondamentale per decidere su ciò che in questi ultimi 15 anni ha funzionato bene e meno bene».

La trasparenza sembra uno dei primi nodi: delle banche conosciamo le sanzioni ai vertici, ma spesso non sappiano i dettagli del
perché. Non sarebbe un diritto dei consumatori sapere tutto?
«Più trasparenza per il futuro ci vuole, è innegabile. Così come dobbiamo recuperarne un po' rispetto al passato. Forse non ci si è fatto abbastanza caso, ma gli unici ad essersi spesi in modo netto a favore di una commissione d'inchiesta sono stati il sottoscritto con Scelta Civica e poi il premier, al netto delle opposizioni che lo fanno più che altro nella speranza di creare caciara. Per il resto: distinguo dalla minoranza dem, silenzio totale da Area popolare, fuoco di fila contrario da autorevoli esponenti del passato come Dini, Monti e Casini. E su queste cose che vedi le affinità politiche, non su concetti ormai superati come destra e sinistra».

Il timore delle Bcc, dicono alcuni dei loro presidenti, è che il governo si muova «sull'onda emotiva» nata dopo il «salvabanche».
«Timore comprensibile, ma mi sento di rassicurarli: come ho detto, proprio la recente esperienza sulle quattro banche rafforza la consapevolezza della necessità di un passaggio di approfondimento in maggioranza prima di procedere».

L'antitrust ha sentenziato: nessun conflitto di interessi del ministro Boschi sul caso Etruria. Lo ha fatto in base alla legge Frattini varata dal governo Berlusconi che fu da molti giudicata inadeguata. Pareva che il governo attuale volesse fare una legge nuova. Ci rinuncerete?
«A dire il vero, il Ministro Boschi, per la condotta che ha tenuto, non sarebbe risultato in conflitto di interessi nemmeno se fosse stato in vigore il disegno di legge che hanno presentato i 5 Stelle. Credo basti questo a spiegare più di mille parole quanto sia stata folkloristica la loro mozione. Quanto ai profili di mera opportunità politica, osservo che il padre della Boschi, al pari di tutti gli altri, è stato commissariato, sanzionato e rimane esposto ad azioni di responsabilità civile e agli eventuali accertamenti della magistratura. Quindi di che parliamo? Delle eventuali colpe dei padri che devono ricadere in modo automatico sui figli?».

Il Parlamento ha negato la sfiducia al ministro Boschi. Caso chiuso?
«In politica, nessun caso è mai chiuso. Certo, se ripresenteranno mozioni di sfiducia riproponendo nulla più degli stessi elementi inconsistenti dell'altra volta... Per quanto ci riguarda, con la stessa autonomia con cui abbiamo plaudito recentemente al sindaco M55 di Livorno che valuta un concordato preventivo per la classica partecipata pubblica in perdita sistemica e con organico da rivedere alla radice, diciamo con chiarezza che, sulla base delle informazioni disponibili oggi, riteniamo non possa essere imputato nulla al ministro Boschi che gode della nostra piena fiducia»

Share

Questo sito utilizza cookie propri e di altri siti per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se scegli di proseguire nella navigazione, o chiudi questo banner, esprimi il consenso all’uso dei cookie.
In alternativa, premendo su ‘Cookie Policy’, potrai leggere la cookie policy per esteso, nonché decidere quali specifici cookie autorizzare o rifiutare.