Zanetti al Corriere della Sera: «Primarie non solo di sinistra. Anche noi ai gazebo il 7 febbraio»

Zanetti, il segretario di Scelta civica: accordo per un forte sostegno a Sala.

Ai gazebo del sette febbraio ci saranno anche quelli di Scelta Civica, il movimento fondato (e poi abbandonato) da Mario Monti. La presenza dei due parlamentari lombardi, Stefano Dambruoso e Gianfranco Librandi, alla convention di Beppe Sala all'antivigilia di Natale non era casuale: il piccolo partito di Enrico Zanetti — che di Scelta Civica è il segretario nazionale (oltre a essere Sottosegretario all'Economia del governo Renzi) — sosterrà «con convinzione» il commissario di Expo, «a partire dalle primarie».

Zanetti, per voi è una prima volta: non vi eravate mai impegnati direttamente nelle primarie. Perché avete deciso di appoggiare Sala fin dall'inizio del suo percorso?
«Noi siamo un movimento di moderati di area liberal-democratica. Siamo nati come
forza alternativa sia al centrodestra sia al centrosinistra, ma certo non siamo equidistanti da questo centrodestra e da questo centrosinistra. In altre parole, sosteniamo con decisone il governo di Matteo Renzi e ci sentiamo lontani dalla destra a trazione salviniana. Sala è un eccellente candidato. Lo sosterremo, così come sosterremo Piero Fassino a Torino. In altre realtà, come Roma e Napoli, potremmo decidere di esprimere noi stessi un candidato per le primarie».

 

Con Sala vi siete già incontrati?
«Ci siamo visti un paio di settimane fa e abbiamo ragionato del nostro sostegno alla sua corsa».

Ma queste sono primarie del centrosinistra e lei ha appena detto di sentirsi alternativo al centrosinistra.
«Queste sono primarie di coalizione, più che di centrosinistra».

Cosa significa?
«Che devono essere primarie aperte alle forze che si riconoscono nell'esperienza di governo».

C'è un vincolo di lealtà, però. E se Sala non vincesse? Voi siete pronti a sostenere anche candidati più di sinistra come Majorino o Balzani?
«Sala vincerà, ma non voglio eludere la domanda. Sì, c'è un vincolo di lealtà e noi lo onoreremo, se però ci sarà rispetto reciproco in questi due mesi. Da queste prime battute mi sembra che sia Sel a non avere alcuna intenzione di onorarlo. La domanda quindi andrebbe girata a loro. Noi siamo lineari e trasparenti nel rapporto con il Pd, sono loro che soffrono d'incoerenza. Sul piano nazionale sono contro il governo, a Torino vanno contro il Pd, a Roma non si sa, e a Milano pretendono di dettare le regole. Suggerisco loro di cambiare il nome: si chiamino Nuovo Centrosinistra, perché la loro politica di alleanze a geometrie variabili ricorda molto da vicino quella di altre forze».

Scusi Zanetti, ma per voi non sarebbe più naturale sostenere Corrado Passera che oltretutto è stato anche autorevole ministro del governo Monti?
«Se non ci fosse stata la candidatura di Sala è chiaro che sarebbe stato lui il nostro interlocutore. Però non ci piacciono i suoi toni ferocemente anti-governativi. Meglio Sala».

Farete una lista civica?
«Sì, in accordo con altri movimenti e associazioni, tra cui i moderati di Portas, presenteremo una lista d'ispirazione liberal-democratica a sostegno di Sala. Per il nome è ancora presto, perché conterrà elementi civici ma anche di richiamo al movimento nazionale in costruzione».

Un giudizio sull'operato di Giuliano Pisapia?
«Non sono milanese per cui mi astengo da giudizi approfonditi. Secondo i nostri rappresentanti locali, nella sua esperienza amministrativa ci sono stati aspetti positivi e negativi. Sala sarebbe certamente un sindaco a noi più affine».

Qual è la soglia minima di sopravvivenza per Scelta Civica?
«L'obiettivo minimo è il tre per cento. A Torino e Napoli siamo ben strutturati e potremo fare molto di più. Ma a Milano l'appoggio a Sala dovrebbe rivelarsi un ottimo volano».

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