Zanetti al Corriere del Veneto: «Tasse troppo alte e basta con la caccia ai piccoli che assicurano gettito facile»

Enrico Zanetti, Sottosegretario all'Economia, condivide il richiamo del presidente della Repubblica, anche alla luce dei dati sull'evasione erariale in Veneto?
«Sì. Ma la lotta all'evasione fiscale deve procedere di pari passo, e con uguale determinazione, alla battaglia contro la corruzione e gli sprechi di denaro pubblico, perché sono entrambe delle direttrici fondamentali di ammodernamento del nostro Paese. E ora di mettere in soffitta il derby fra gli statalisti concentrati solo sull'evasione, nella convinzione che i singoli debbano cacciare il grano per alimentare la grande macchina, e i demagoghi interessati soltanto alla spending review, animati dal retropensiero che un po' di "nero" non faccia male. Questa biforcazione serviva solo a quelli che cercavano il consenso elettorale nell'uno o nell'altro bacino, noi invece vogliamo affrontare le due questioni in modo equilibrato e bilanciato».

 

E come, di fronte a questi numeri?
«Sicuramente non con la strategia perseguita fin dal 2006 senza distinzione fra i governi di centrodestra e di centrosinistra, basata su norme-simbolo, ben comunicabili sul piano politico ma poco efficaci all'atto pratico, come l'eccessivo abbassamento di due soglie: denuncia penale non solo per le frodi erariali, ma anche per la dichiarazione infedele, e limite del contante fino a mille euro, caso praticamente unico a livello europeo. Quelle due operazioni hanno determinato un senso di oppressione e di esasperazione e hanno limitato i consumi e gli investimenti, senza peraltro contribuire al recupero dell'evasione. Noi invece abbiamo deciso che per le situazioni meno significative le procure non debbano essere ingolfate, ma possa bastare la normale procedura di sanzione e di riscossione. Quanto alle banconote, abbiamo alzato il tetto a tremila euro e ci siamo presi critiche infondate, visto che gli studi seri evidenziano la quota dei cinquemila come utile in chiave antiriciclaggio».

È d'accordo con gli Industriali, quando chiedono la revisione di regole e obiettivi per l'Agenzia delle Entrate?
«Certamente. Per ragioni di cui non hanno colpa i dipendenti, e che sono invece legate ai target individuati a livello macro, l'amministrazione finanziaria non ha per finalità il contrasto all'evasione fiscale ma l'aumento del gettito erariale. Tra dare la caccia ai responsabili delle grandi frodi che aprono e chiudono società e non hanno nulla di intestato, e chiamare a rapporto i piccoli imprenditori che stanno sul territorio e non hanno prestanomi, è indubbiamente più comodo lasciar perdere i primi e concentrare le verifiche sui secondi. Ma in un Paese civile dev'essere più facile finire sotto accertamento se sei un commerciante abusivo, non se il tuo negozio non rispetta alla perfezione gli studi di settore. Ecco perché come Scelta Civica abbiamo fatto approvare un emendamento alla legge di Stabilità che impone alle procure, nel momento in cui avviano indagini che potrebbero avere ricadute sul piano economico-reddituale, di segnalarlo immediatamente all'Agenzia delle Entrate».

Ma visti anche i suoi recenti scontri con la direttrice Rossella Orlandi, pensa di poter ottenere una modifica di obiettivi e premi?
«Non tutte le forze sono sensibili al cambiamento, neanche nella maggioranza di governo e nemmeno nel mio ministero. Ma vedo il premier Matteo Renzi attento a questo tema e confido che il 2016 possa essere l'anno del cambio per la macchina fiscale».

Sarà anche l'anno del calo della pressione fiscale? La Cgia di Mestre stima per il 2016 una diminuzione dello 0,6%, ma molti anche in Veneto vedono l'evasione erariale come la conseguenza di un livello impositivo insostenibile, pari attualmente al 43,7%.
«Non c'è dubbio che una tale pressione renda meno alta l'adesione spontanea agli obblighi tributari. Ma le formule choc, tanto facili da lanciare quando si sta all'opposizione, non producono miracoli. Il nostro invece è un piano graduale ma serio: fra 2014 e 2015 bonus 8o euro e riduzione dell'Irap, nel 2016 abolizione della Tasi sulla prima casa, nel 2017 abbassamento dell'Ires per il quale c'è già la copertura finanziaria e nel 2018 decurtazione dell'Irpef».

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