Zanetti a Il Messaggero: «Licenziare tutti i dirigenti responsabili sono peggio di chi timbra in mutande»

Vice ministro dell'Economia Enrico Zanetti, l'affittopoli romana costerebbe alle casse del Campidoglio cento milioni di euro l'anno. Parliamo dello stesso Comune che puntualmente batte cassa con il ministero dell'Economia per avere un salvagente per i suoi conti sempre in bilico...
«Penso che vicende come questa fanno emergere come, relativamente ai grandi Comuni, così come alle Regioni, gli unici tagli di cui bisogna pentirsi stando al governo sono quelli che ancora non si sono fatti. Perché di fronte alle solite lamentele che se si taglia l'unica risorsa è aumentare le tasse comunali ai cittadini, abbiamo la riprova che per questi grandi enti i margini di recupero di entrate sono giganteschi».

 

Come è possibile che un ente ha migliaia di immobili, molti dei quali nemmeno sa di possedere, per i quali fa pagare poche decine di euro al mese che sovente non si cura neppure di incassare?
«Su questo ho una mia idea molto precisa».

Che sarebbe?
«Quei dirigenti che hanno delle responsabilità dirette nella gestione del patrimonio immobiliare residenziale del Comune di Roma, sono francamente ancora meno difendibili di chi timbra il cartellino in mutande e poi se ne va. E ancora meno difendibili significa che sarebbe opportuno che il prefetto Tronca vada a fare una verifica di chi negli ultimi dieci anni ha avuto responsabilità apicali dirette nella gestione del patrimonio residenziale, e per chi le ha avute dovrebbe scattare il licenziamento in tronco. Anzi, in "Tronca" se mi consente una battuta. Sono anche curioso di vedere se questi dirigenti hanno ricevuto premi per il loro operato».

Certo, la battuta è anche divertente. Ma si rischia con questo ragionamento di scaricare tutta la responsabilità sui burocrati. Invece a chiudere gli occhi sono stati tutti, a cominciare dai partiti politici, che pure sono tra i beneficiari degli affitti low cost degli immobili del Comune...
«Sono assolutamente d'accordo. È evidente che ci sono responsabilità di natura politica. E non mi sorprende che io sia l'unico a esprimermi in termini così assertivi, essendo Segretario di Scelta Civica, un movimento nato per il rinnovamento e che nulla ha a che vedere con le passate amministrazioni. Ma ritengo anche che non possano esserci responsabilità politiche di massa. Le responsabilità sono sempre individuali anche nei partiti che hanno governato la città di Roma nel passato».

Sicuro che non ci siano altre colpe? Eppure tutti da anni sapevano, era il segreto di Pulcinella?
«La colpa della politica scatta nel momento in cui non svolge il suo ruolo di controllore della macchina burocratica per conto dei cittadini. La politica che quando arriva nelle stanze dei bottoni si consegna mani e piedi alla burocrazia e si limita a farne da rappresentante presso i cittadini. Al tempo stesso bisogna avere il coraggio di difendere la dirigenza pubblica che lavora bene, e ce n'è. La storia di affittopoli è venuta fuori, voglio sottolinearlo, grazie al lavoro di altri funzionari pubblici, alcuni dei quali della Ragioneria generale dello Stato che sta attivamente collaborando con Tronca».

Un altro aspetto che è emerso è quello della riscossione. Non solo il prezzo era basso, ma poi nemmeno veniva riscosso...
«Sul tema della riscossione in Italia abbiamo fatto disastri. Scaricando tutte le colpe della catena in capo a Equitalia, abbiamo perso di vista il fatto che anche a livello locale sarebbe meglio sfruttare questo tipo di macchina anziché abbandonar-la. Il problema di Equitalia è che al momento ha poca flessibilità. Deve applicare in maniera pedissequa le richieste degli enti impositori. La riscossione in mano pubblica che ha come problema l'eccessiva efficacia non la devi abbandonare. La devi migliorare dando maggiore fiducia a chi ci lavora. La miriade di sistemi locali di riscossione crea solamente confusione».

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