Zanetti a La Repubblica: "Agire ora, il tempo è scaduto, più soldi ai truffati"

Dovrebbe essere interesse delle banche arrivare a 150-200 milioni

«Chiudiamola discussione e facciamo uscire i decreti. Qui dobbiamo avere il triplo della fretta messa in altre vicende. Ma cominciamo anche a prendere in considerazione l'idea di ampliare il fondo da 100 milioni perché non basterà a rimborsare chi è stato frodato o non ha avuto adeguata informazione dei rischi».

Viceministro Zanetti, Cantone parla di nodi politici da sciogliere. Quali sono?
«Il mix esatto di criteri per gli indennizzi».

Siete in ritardo sugli annunci. Chi frena?
«Il testo esiste. E abbiamo tempo fino alla fine di marzo per fare due decreti. Uno compete a Palazzo Chigi, l'altro a noi. Ma di certo non è il ministero dell'Economia a rallentare. La discussione politica si fa insieme. E allora chiudiamoci in una stanza e decidiamo. Non tergiversiamo un minuto di più. È una questione di segnale e di credibilità del sistema».

 

Non è stata data la giusta priorità alla questione?
«Non abbastanza, evidentemente».

Avete paura dei ricorsi al Tar?
«Il rischio ricorsi c'è, ma non è questo il punto. L'impianto esiste, facciamolo uscire».

La coperta del fondo da 100 milioni è corta, appena un terzo dei risparmi azzerati.
«Riavere tutto è improbabile. Ma detto questo, visto che la logica è cambiata e non si parla più per fortuna di ristoro umanitario o in base all'Isee, allora dobbiamo assicurare a quanti saranno individuati dall'arbitrato come frodati o non adeguatamente informati il rimborso totale. Non può funzionare la logica di restituire solo un pezzo».

Bisognerà convincere le altre banche a metterci patì soldi?
«Dovrebbe essere nel loro interesse dare maggiore credibilità al sistema. E se sarà il caso arrivare a 150-200 milioni».

Il ministro Padoan sembra chiudere all'idea di destinare la plusvalenza da bad bank ai risparmiatori.
«È vero l'opposto. Il ministro esclude una norma ad hoc. Ma ribadisce, con un'apertura importante, che questi investitori non possono essere trattati peggio della liquidazione coatta amministrativa. E dunque dopo aver pagato i debiti e restituito i soldi anticipati dalle altre banche, il residuo eventuale del fondo di risoluzione dovrà andare per forza a questi risparmiatori».

Ristoro per tutti, alla fine?
«Si, ma eventuale. Non vendiamo facili illusioni».

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