Nuova Venezia - Mattino di Padova - Tribuna di Treviso: Riforme costituzionali in pista il comitato per il sì

Padova, tra i promotori Alessandra Moretti, Enrico Zanetti e Pier Paolo Baretta L'ex ministro Treu ricorda: "Per un decreto sette andirivieni tra Camera e Senato"

Riforme costituzionali: il comitato veneto che sostiene il "Si" nel referendum di ottobre ha spalancato le porte alla società civile. L'appello è stato fumato da intellettuali e imprenditori e da personalità del mondo accademico, tra cui spiccano il rettore di Ca' Foscari Michele Bugliesi si e il suo predecessore Carlo Carraro, economista e “manager” dell'ateneo veneziano in perfetta sintonia con le riforme del governo Renzi. Ma ieri al Pedrocchi a fianco di Alessandra Moretti, capogruppo Pd in Regione, oltre al Viceministro all'Economia Enrico Zanetti e al Sottosegretario Pier Paolo Baretta, c'era anche Tiziano Treu. ex ministro del Lavoro che in due battute ha spiegato perché sia assolutamente indispensabile superare il bicameralismo perfetto di Camera e Senato in materia legislativa. «Con grande delusione posso solo raccontare i sette andirivieni tra Palazzo Chigi e Palazzo Madama di un decreto in materia di lavoro che volevamo approvale in tempi rapidi. Una fatica estenuante, abbiamo perso mesi e mesi: per essere efficienti bisogna razionalizzare il sistema e il nuovo Senato delle autonomie è solo la prima tappa del processo di riforme disegnate dal ministro Boschi. Vanno riviste le regioni, il Veneto deve entrare in Europa come macro area senza sovrapposizioni legislative e conflitti di attribuzione» ha spiegato Tiziano Treu.

 

Se uno dei “padri” della II Repubblica, ministro nel 1995 con Dini e poi al fianco di Prodi è pronto a dire, “stop” alla funzione legislativa di Palazzo Madama, vuoi dire che il sì al referendum è un passaggio storico ineluttabile, che i partiti hanno rinviato da 35 anni per salvare i privilegi della “casta”. E se Treu rispolvera le “sette spolette” tra le due assemblee legislative, Alessandra Moretti ricorda invece come sia riuscita nel suo breve aiuto da deputata, a dare l'impulso determinante per la riforma del divorzio breve. “Appena eletta ho depositato come relatrice la proposta di legge e la Camera ha dato il via libera immediato al divorzio breve, ma il Senato ha fatto ostruzionismo in commissione per un anno intero. Credo che la vittoria del Sì nel referendum di ottobre farà bene alla politica che non gode di grande consenso nell'opinione pubblica». E chissà se a ottobre l'Italia, oltre alle riforme costituzionali della Boschi, potrà contare anche sulle unioni civili che Renzi e la Cirinnà fortissimamente vogliono approvare, una legge che mezzo Senato tenta invece di sabotare.

Alessandra Moretti ribatte “Ci sono 900 mila famiglie che attendono la legge sulle unioni civili, il Pd si è impegnato ad approvarla e ce la farà».
A fianco della pattuglia dei giovani renziani anche i due esponenti di governo veneti del Mef: Pier Paolo Baretta spiega che, dopo il Jobs Act, il nuovo Senato e la riforma del titolo V della Costituzione sono tappe fondamentali del programma di risanamento concordato con l’Ue. Enrico Zanetti invece attacca la Lega e il fronte del “No” per l'ostruzionismo parlamentare: «Salvini gioca a rimpiattino e cavalca il populismo. vuole salvare le banche con il denaro pubblico e non l'ha fatto quando il centrodestra era al governo. L'Italia può diventare un paese più moderno con il nuovo Senato che rappresenterà le le regioni e le città metropolitane, mentre la funzione legislativa spetterà alla Camera dei deputati che voterà la fiducia al governo”, dice il Viceministro.
Tra qualche settimana arriverà Elena Boschi: sarà quello il vero debutto del fronte del Sì.

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