Zanetti a Il Gazzettino: «Più chiarezza dai leghisti, dicano come affrontare i problemi»

Il viceministro: dissenso legittimo, ma non venga meno la collaborazione.

Esporre un dissenso politico è legittimo. Trasformare questo dissenso in ostruzionismo, mettendo da parte il proprio ruolo istituzionale, è invece da condannare. Enrico Zanetti, Viceministro all'Economia, censura l'atteggiamento dei sindaci leghisti e difende il prefetto trevigiano Laura Lega.

Viceministro Zanetti, aveva in programma un incontro con il prefetto Lega per parlare di migranti. Poi avete rinviato. Problemi?
«Assolutamente no. L'appuntamento è saltato perché non siamo riusciti a far combaciare gli impegni in agenda. Ma ci vedremo a Roma tra qualche giorno».

Il prefetto è finito nell'occhio del ciclone per quel riferimento alla possibile requisizione degli alloggi sfitti.
«Le sue parole non avevano certo l'obiettivo di tracciare la linea del governo, che non ha mai avuto intenzione di requisire qualcosa. Volevano invece sottolineare la gravità dell'emergenza».

Il problema sono quei sindaci che continuano a dire no all'accoglienza diffusa.
«Anche chi ha ruoli di natura istituzionale ha tutto il diritto di esprimere il proprio dissenso. Però non dovrebbe sottrarsi alla collaborazione, altrimenti il risultato è rendere nei cittadini più drammatico l'impatto dell'accoglienza».

 

Quando scoppierà l'emergenza e alcuni sindaci continueranno a non collaborare, cosa potrà fare il prefetto se lo strumento della requisizione non è previsto?
«Lavoreremo perché il prefetto possa adottare soluzioni che non vadano a creare ulteriori disagi ai cittadini. Qualora un'emergenza dovesse esplodere, chi ha rifiutato di collaborare si dovrà assumere le responsabilità».

Intanto i sindaci leghisti non partecipano ai tavoli.
«Ecco, questo mi lascia molto interdetto. Gradirei dalla Lega un po' di chiarezza. Che dicano cosa fare: dovremmo occupare militarmente e controllare una fetta di territorio libico mettendo a rischio la sicurezza dei nostri soldati e di tante persone? Oppure preferirebbero creare tanti campi profughi come quelli libanesi di un tempo? Il problema va affrontato».

Ritiene che non ci sia proprio nessuna sbavatura nella gestione dei richiedenti asilo?
«Ho qualche perplessità sull'operato di alcuni prefetti, non quello di Treviso però. Ritengo che per l'accoglienza dei profughi sia sbagliato procedere per schemi numerici. Se ho 50 profughi e si tratta di famiglie, inserirle in un contesto residenziale può avere un senso. Ma se ho 50 profughi e si tratta invece di ragazzi di 20-30 anni il discorso è un altro: questo è un plotone. E i plotoni vanno sistemati nelle caserme. Comunque i prefetti vanno messi nelle condizioni di poter lavorare».

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