Il Giorno - Il Resto del Carlino - La Nazione: Zanetti striglia Renzi sulle banche «Basta perdere tempo per i rimborsi»

«Basta tergiversare, mancano gli ultimi cento metri», il Viceministro dell'Economia Enrico Zanetti suona la sveglia al premier sui rimborsi ai risparmiatori coinvolti nel crac delle quattro banche. E sul caos mutui striglia i tecnici: «Il governo dialoghi con la maggioranza prima di trasmettere i testi in Parlamento».

II governo scivola spesso sulle banche. Con un po' di attenzione si poteva evitare il caos?
«No. E evidente che il M5S volesse il polverone, altrimenti avrebbe fatto prima il dibattito in commissione e inscenato proteste solo dopo aver constatato l'indisponibilità a discutere. Sapevano che il governo era disponibile, ma il tema era troppo ghiotto. Avrebbero avuto diritto ad essere arrabbiati i parlamentari di maggioranza...».

 

Perché loro?
«Una sana dialettica governo-maggioranza sui temi più sensibili richiederebbe un minimo di confronto preventivo alla trasmissione in Parlamento dei testi provvisoriamente approvati dal governo. Invece stravince il livello tecnico, la cui sensibilità politica è carente e può mettere in difficoltà lo stesso governo».

La direttiva non si applica più ai mutui in essere nemmeno con consenso tra le parti?
»No. Inoltre, questa procedura implica che, se l'immobile viene venduto a 30 e il debito residuo è 50, il debitore è comunque liberato per intero, mentre con la procedura classica deve comunque restituire i restanti 20. Faccio fatica a vedere in questa impostazione come un attentato ai debitori».

Per il futuro il passaggio davanti al giudice non ci sarà?
«La procedura esecutiva classica tramite tribunale rimane. Questa è alternativa, scatta solo se banca e mutuatario stipulano espressamente questo accordo».

Che fine hanno fatto i decreti sui rimborsi ai risparmiatori? »
Sul piano tecnico, gli uffici di Mef e Anac sono pronti da un paio di settimane. Possiamo dare solo le colpe solo a noi politici».

Renzi aveva parlato di pochi giorni, cosa si è inceppato?
«La scadenza è il 31 marzo, nessun impegno è stato disatteso, ma è vero che si voleva fare prima. E si potrebbe, mancano le decisioni politiche sulle alternative tecniche elaborate. Qualsiasi scelta scontenterà qualcuno, ma è inaccettabile tergiversare».

Share

Questo sito utilizza cookie propri e di altri siti per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se scegli di proseguire nella navigazione, o chiudi questo banner, esprimi il consenso all’uso dei cookie.
In alternativa, premendo su ‘Cookie Policy’, potrai leggere la cookie policy per esteso, nonché decidere quali specifici cookie autorizzare o rifiutare.