Zanetti a Il Mattino: «BpVi dimostri di aver voltato pagina»

II Viceministro Zanetti: la tutela degli azionisti va anteposta ai salotti. Spero che Dolcetta vari l'azione di responsabilità.

Viceministro Enrico Zanetti, lei, a nome del governo, ha definito “folle” la decisione dell' assemblea di non votare l'azione di responsabilità nei confronti della vecchia gestione. Teme forse che la banca non riesca a voltare pagina?
“Il punto non è cosa pensiamo al governo. Temo semmai che questa sia la conclusione cui potrebbero arrivare tanti correntisti che non hanno sino ad oggi lasciato la banca e molti investitori potenziali poco propensi a immischiarsi con chi si dimostra incapace di fare i conti con il proprio passato e darci un taglio netto senza guardare in faccia a nessuno. Invece bisognava dimostrare che anche a Vicenza, finalmente, alle buone relazioni personali nei salotti si antepone per davvero la tutela della banca e dei suoi azionisti. È stato un passaggio a vuoto clamoroso. Davvero non me ne capacito ancora».

 

Il presidente Stefano Dolcetta per tacitare le polemiche ha affermato che l'azione di responsabilità può essere approvata dall'assemblea in una fase successiva anche con il 2,5% di adesione del capitale. Lei lo considera un impegno morale cui seguiranno poi fatti concreti?».
“A questo punto, non so più che pensare La tesi del presidente, secondo cui era meglio non votare ora l'azione di responsabilità per non affrontare i prossimi delicati passaggi con un cda sotto esame, è sicuramente in buona fede, ma fatico a comprenderla. Era un'assemblea di soci o di struzzi? Senza azione di responsabilità non è che le pesantissime ombre sulla precedente gestione, a tutti arcinote, si diradano come per magia nella pubblica opinione e nei potenziali investitori semmai si creano i presupposti per estendere, in moltissimi interlocutori, i dubbi sulla capacità della gestione attuale di voltare per davvero pagina. E questo francamente non ci voleva.”

Quali strumenti hanno ora i piccoli azionisti e risparmiatori per vedere rimborsati i loro danni causati da una gestione sbagliata?
“Certamente non quello di lamentare presunti inefficienze nei controlli dell'attività di vigilanza, quando sono i primi a ritenere che non vada messa in discussione nemmeno l'attività di chi ha gestito la banca. Spero che i ritardi nell'avvio di azioni di responsabilità non favoriscano processi di spoliazione di beni verso terzi e familiari da parte di chi potrebbe poi essere chiamato a rispondere, a buoi ormai scappati, da nullatenente o quasi».

La Bce ha i fari puntati sulle banche italiane. Ha dato l'ultimatum a Veneto Banca per cambiare cda e poi ha chiesto di accelerare la procedura per vendere le 4 banche salvate dal crac nei dicembre scorso. A che punto siamo con Etruria, Banca Marche, CariChieti e Cari Ferrara?
“Il Ministro Padoan sta lavorando assai bene per assicurare la migliore transizione alle quattro banche in perfetta armonia con le istituzioni europee. L'operazione va chiusa in tempi brevi, ma non a prezzo di svendere ciò che invece si può vendere bene proprio perché tornato solido dal punto di vista patrimoniale grazie all’intervento del sistema bancario italiano. Quanto a Veneto Banca, ho apprezzato l'approccio assai diverso dei nuovi vertici sulla questione dell'azione di responsabilità nei confronti dei vertici precedenti, però sarebbe ora che alle parole seguissero i fatti concreti».

La sfida più importante riguarda la quotazione in Borsa di BPV e Veneto Banca. Le condizioni del mercato consentono di guardare con ottimiamo a questo traguardo fondamentale?
“Sono passaggi non banali che è però interesse dell'intero Paese si concretizzino positivamente, non solo delle banche direttamente interessate. Ecco perché dico che, al di là dell'ottimismo, bisogna guardare con fiducia. Quella fiducia che tutti dobbiamo avere e che solo certe decisioni incomprensibili possono incrinare.”

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