Zanetti al Corriere della Sera: «Gli 800 connazionali? Li aspetta una profonda tribolazione»

«Tra gli ottocento italiani con i conti a Panama ci sarà pure qualche contribuente onesto, ma non ci vuole molto per capire che la maggior parte di loro sono evasori. E se non hanno sfruttato la finestra per l'emersione dei capitali all'estero, appena chiusa, li attende un periodo di giusta e profonda tribolazione» dice il vice ministro dell'Economia, Enrico Zanetti. «Con la massima soddisfazione — aggiunge — di tutti noi contribuenti onesti».

Sicuro che pagheranno?
«Se hanno sbagliato sì. Sul contrasto all'evasione fiscale internazionale questo governo ha condotto una delle azioni più decise negli ultimi due anni. Su altri fronti abbiamo razionalizzato, come sulle sanzioni penali, che erano populisticamente esagerate, ma sull'evasione internazionale abbiamo varato norme molto più stringenti e pesanti. Sappiamo che questa è una leva fondamentale per avere maggior equità nel sistema fiscale che non pub accanirsi solo contro la piccola evasione domestica».

 

Che cosa rischia ln concreto un contribuente italiano che figura in quegli elenchi?
«La presenza di contribuenti italiani in queste liste che stanno venendo fuori non li qualifica di per sé come evasomi. Ma sono dati oggettivamente interessanti sui quali la nostra amministrazione finanziaria andrà sicuramente a fare qualche accertamento, e sicuramente ne salteranno fuori delle belle».

Sono utilizzabili le informazioni di questo tipo come elemento di accusa?
«Già con la lista dei contribuenti stranieri con i conti nella banca svizzera Hsbc, trafugata da Hervè Falciani, si è posto il problema, ma la Corte di Cassazione ha sancito la piena utilizzabilità di questi elementi, acquisiti anche in modo irrituale, nell'ambito dei procedimenti di natura tributaria. Non sono prove, ma elementi dai cui partire per fare accertamenti»

E se questi patrimoni non sono stati denunciati?
«Sono guai. Se i soldi sono nascosti in un Paese della cosiddetta "black list", come Panama, l'accertamento, le verifiche, possono riguardare un periodo di dieci anni. C'è il recupero di tutte le imposte dovute e scattano le sanzioni, salatissime, sia per l'omessa dichiarazione dei redditi che per la mancata compilazione del quadro Rw sui redditi esteri. Nell'insieme può essere una batosta così pesante da superare l'importo dei capitali nascosti. E ci sono i risvolti penali. Giusto così, perché queste sono le forme di evasione più odiose e difficili da stanare».

La stretta non è stata un gran deterrente all'evasione...
«Finché ci sarà un Paese nella lista nera cl sarà qualcuno che ci porterà i soldi. Ma sono paradisi sempre più lontani, e meno sicuri. Un conto era la Svizzera, altro Panama o le Vanuatu, dove li nascondo-no talmente bene, i soldi, che rischiano di non darteli più».

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