Corriere della Sera - "Zanetti: per i piccoli risparmiatori i rimborsi saranno automatici"

Il Viceministro: parliamo di operazioni per 320 milioni. Lunedì il decreto.

«Ci siamo» dice il vice ministro dell'Economia, Enrico Zanetti, annunciando per lunedì il nuovo decreto per il rimborso degli obbligazionisti "bruciati" dalla risoluzione di Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti e CariFerrara. Il provvedimento conterrà anche alcune norme per accelerare il recupero dei crediti in sofferenza delle banche e una norma fiscale per favorire la cessione dei crediti fiscali intrappolati nelle banche in liquidazione ai nuovi istituti.

Finalmente...
«Ci abbiamo messo un po' più del previsto, ma è passata la soluzione di Scelta Civica».

 

Rimborsi automatici?
«Onestamente quello è un merito del ministro Padoan di cui gli va dato atto: non era affatto scontato che la Ue li autorizzasse. A noi sta bene che sia saltato il tetto dei 100 milioni per i rimborsi. Chiedevamo il risarcimento pieno per tutti i risparmiatori truffati, o non adeguatamente informati quando hanno acquistato le obbligazioni dalle banche ».

Ci sarà un nuovo tetto?
«O sarà tolto, o sarà alzato. In ogni caso l'operazione riguarda le persone fisiche che hanno acquistato i titoli direttamente dalle banche. Parliamo di 320 milioni di euro, non di 100 o 120»

Niente più arbitrati, dunque?
«Le singole posizioni verranno vagliate dai collegi caso per caso, salvo peri risparmiatori più piccoli per reddito e capitale investito, per i quali ci sarà un sostanziale automatismo. Stiamo definendo le soglie».

Le risorse arriveranno sempre dal Fondo Interbancario?
«L'impianto resta quello del vecchio decreto. Questa è una logica di risarcimento. C'è chi ha sbagliato, ma è interesse di tutto il sistema dare un segno di tutela del risparmio, e di difesa della sua credibilità».

Lei ha chiesto di non precludere la possibilità per gli altri obbligazionisti di recuperare il capitale perduto.
«L'amministratore delle quatto nuove banche, Roberto Nicastro, ha suggerito che siano i loro acquirenti a farsene carico. E un ragionamento interessante. È giusto e può servire a minimizzare il contenzioso».

Ci saranno anche norme fiscali a favore delle banche?
«Ci sono circa 800 milioni di crediti fiscali rimasti nelle banche in liquidazione, che queste non possono più utilizzare, perché non hanno debiti fiscali da compensare. Trasferirli alle nuove banche significa alleggerire i loro bilanci, renderle più appetibili e, dunque, aumentarne il prezzo di cessione».

Sarà l'ultimo intervento sul sistema?
«Nel decreto ci saranno anche norme per accelerare il recupero dei crediti incagliati, e altre misure sono nella delega per la riforma della legge fallimentare appena arrivata alla Camera. Con questo decreto l'ambizione del governo è quella di mettere un punto. Però è chiaro che questi interventi da soli non sono sufficienti per cambiare definitivamente il modo di fare banca oggi in Italia. Serve una mentalità diversa e serve anche il coraggio di fare i conti col passato in tutti quegli istituti dove ci sono state gestioni esternamente discutibili. In questo quadro sarebbe un segnale molto positivo l'accelerazione della Commissione di inchiesta che a caldo tutti volevano e che oggi, a freddo, siamo rimasti praticamente da soli a sostenere».

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