LETTERA A DI VICO SU DURT

Caro Di Vico,
     ho molto apprezzato l'articolo con il quale ha perfettamente ricostruito le stupefacenti dinamiche parlamentari che hanno portato a stravolgere un intervento che doveva essere di semplificazione nella nascita del DURT.
Quando il Viceministro Stefano Fassina le ribatte che si tratta di un adempimento opzionale, dimostra di ritenere che, per una impresa, grande o piccola, essere pagata al termine di un lavoro costituisce una piacevole opportunità invece che una vitale necessità.
Perché è vero che l'immaginifico emendamento del M5S non obbliga a porre in essere gli adempimenti per ottenere il DURT, ma è vero anche che, se sei senza DURT, la tua controparte ti paga a suo rischio e pericolo (nel senso che si assume la responsabilità solidale per le ritenute alla fonte tue) e può comunque decidere di non pagarti fino a quando non glielo produci.
Quanto precede dimostra anche che, quando il Viceministro Stefano Fassina le sottolinea che, ove non si aderisca al "sistema DURT" tutto resta come è adesso, forse non ha letto con sufficiente attenzione il testo cui ha dato via libera.

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IL DURT È GIÀ LEGGENDA MA CONFIDIAMO RIMANGA TALE. L'INTERVENTO DI ENRICO ZANETTI SU ITALIAOGGI.

Dopo che il testo originario del DL Fare aveva espunto la responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore per l'IVA, mantenendola però in essere per le ritenute alla fonte, in sede di conversione in legge in prima lettura alla Camera  abbiamo cercato, come Scelta Civica, di giungere alla completa abrogazione di una disciplina che poco riesce a fare sul fronte del contrasto all'evasione fiscale e molto invece sul fronte dell'aggravio degli adempimenti e del rallentamento dei pagamenti.
Mal ce ne incolse, perché la strana maggioranza PD - PDL - M5S, sotto la regia del Viceministro all'Economia Stefano Fassina, ha dapprima rispedito al mittente il nostro emendamento e successivamente ne ha votato uno del M5S con il quale fa il suo ingresso ufficiale, nel panorama delle raffinatezze burocratiche italiane, il DURT: il Documento Unico di Responsabilità Tributaria.
Se il testo del DL Fare che viene approvato oggi con voto di fiducia alla Camera non subirà modifiche sul punto al Senato, la responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore per le ritenute alla fonte (resta acquisita, se non altro, l'esclusione dell'IVA) scatterà ogni qual volta l'appaltatore si azzarderà a pagare il proprio subappaltatore senza essersi fatto prima rilasciare un DURT che attesti la sua regolarità nel versamento delle imposte fino a quella data.
Per poter essere "DURT-dotata", una impresa dovrà iscriversi in un apposito portale telematico (che l'Agenzia delle entrate deve approntare entro quattro mesi) e trasmettere telematicamente al medesimo, con periodicità mensile, la propria documentazione contabile.

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LA SOLIDARIETA' NEGLI APPALTI RESISTE CONTRO OGNI LOGICA. L'INTERVENTO DI ENRICO ZANETTI SU ITALIAOGGI

Quello che segue è un episodio piccolo, ma significativo di vita parlamentare vissuta che aiuta a capire perché in questo Paese ogni tentativo di semplificazione si traduce in un fallimento, quando non in complicazioni ulteriori.

La scorsa notte (non sera: notte, perché le Commissioni referenti hanno ripetutamente lavorato fino a dopo le 2 a.m.), il Viceministro Stefano Fassina, presente per il Governo ai lavori sul DL Fare delle Commissioni riunite Affari costituzionali - Bilancio, ha invitato a votare contro il mio emendamento sulla abolizione della responsabilità solidale negli appalti anche per le ritenute di lavoro dipendente.

Questo nonostante la Commissione Finanze, quale commissione competente di merito, avesse osservato per iscritto l'opportunità di tale semplificazione, come si può leggere in uno specifico punto del suo apposito parere consultivo.

L'episodio è tutt'altro che trascendentale, anzi; il dibattito, però, è stato veramente indicativo.

Ai miei tentativi di spiegazione delle buone ragioni dell'abolizione di un regime che determina costi amministrativi e rallenta la filiera dei pagamenti senza riuscire ad essere realmente incisivo nella lotta all'evasione, il Viceministro Fassina ha replicato che, contrariamente a quello che io cercavo di rappresentare, l'adempimento "è utilissimo e proprio per questo si ripetono numerosi tentativi di eliminarlo".

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PROPOSTE PER UN FISCO PIÙ EQUO. L'INTERVENTO DI ENRICO ZANETTI SU ''LA NUOVA VENEZIA''

La ripartenza in Commissione Finanze della Camera della legge delega per la riforma del fisco è un'ottima cosa, ma non deve ingenerare false speranze. Per noi di Scelta Civica, che della passione riformista facciamo il dna della nostra azione politica, l'attuale testo costituisce più una pregevole manutenzione straordinaria del sistema fiscale esistente che non una sua vera riforma verso equilibri significativamente nuovi. In Parlamento e all’interno della stessa maggioranza di governo ci batteremo per farlo evolvere il più possibile verso un testo realmente capace di traghettare il nostro sistema fiscale verso un fisco concepito per lo sviluppo del Paese e per l’equità tra i cittadini. Per noi, un fisco attento allo sviluppo del Paese mette al centro: il lavoro e la produzione, tassando di meno i redditi di lavoro e le imprese che danno lavoro e che fanno innovazione; la famiglia, dando aiuti concreti a chi ha figli o provvede alla cura di disabili e anziani; l’occupazione giovanile e femminile, agevolandone in modo particolare; l’assunzione o l'avvio di attività imprenditoriali o professionali. Fare questo, significa concentrare le risorse disponibili anzitutto sui seguenti interventi: riduzione del cuneo fiscale a vantaggio dei lavoratori, mediante incrementi delle detrazioni per redditi di lavoro dipendente; progressiva abolizione dell'Irap, a partire dalla defiscalizzazione del costo del lavoro; incremento delle detrazioni per figli, disabili e anziani a carico; sfoltimento della giungla di incentivi e agevolazioni, a favore della loro concentrazione su giovani, donne e attività di ricerca e sviluppo.

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A MESTRE I RIFORMISTI DI SCELTA CIVICA, ITALIA FUTURA, VERSO NORD: CAMBIAMO IL FISCO E NON SOLO

DIBATTITO PARTECIPATO E MOLTE PROPOSTE AL LAURENTIANUM CON ENRICO ZANETTI, NICOLA ROSSI , DIEGO BOTTACIN

Alla presenza di 120 persone si è svolta giovedì sera (27 giugno) al Laurentianum del Duomo di Mestre l’iniziativa ‘‘Cambiamo il fisco. I diritti del contribuente. Le priorità nella riduzione delle tasse’’. L’incontro è stato coordinato dal Direttore de La Nuova Venezia Antonio Ramenghi e ha visto la partecipazione di Enrico Zanetti, deputato veneziano di Scelta Civica e Vicepresidente della Commissione Finanze, Nicola Rossi, economista ed ex-senatore, ora Presidente di Italia Futura e Diego Bottacin Consigliere regionale di Verso Nord.

Oltre alle proposte concrete per riformare il nostro sistema fiscale presentate da Enrico Zanetti (tra le quali: fatturazione elettronica come strumento per l’adempimento unico, ristrutturazione del prelievo a partire dalla riduzione delle tasse per lavoro e produzione, agendo su IRPEF e dimezzando IRAP per un totale di 25 miliardi, lotta all’evasione) il dibattito ha anche toccato i temi dell’attualità politica e in particolare le fibrillazioni in seno al Governo delle larghe intese, dovute spesso proprio alle questioni legate alle tasse.

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LA DIFFICILE LOTTA AI POLTRONIFICI. L'INTERVENTO DI ENRICO ZANETTI SU ''IL GAZZETTINO''.

Nei giorni scorsi, i colleghi di Scelta Civica eletti al Senato si sono astenuti su una mozione che riguardava i criteri di nomina nei consigli di amministrazione delle partecipate pubbliche.
Una astensione solitaria, perché tutte le altre forze politiche, Movimento 5 Stelle compreso, hanno votato a favore.
Perché Scelta Civica si è astenuta?
Perché sono stati respinti i suoi due emendamenti che volevano imporre il tetto massimo di tre mandati consecutivi e il divieto di nomina per chi è cessato da meno di un anno da cariche politiche elettive.
In mezzo a tanto fumo, erano gli unici due paletti capaci di garantire che certe poltrone non si trasformino più in sultanati a vita e non diventino più parcheggio di consolazione per politici trombati.

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SULL'IMU PRIMA CASA SCELTA CIVICA RILANCIA IL RADDOPPIO DELLE DETRAZIONI

La rimodulazione dell'IMU sull'abitazione principale unisce la maggioranza nella volontà di procedervi, ma la divide sul modo.
Scelta Civica non intende avallare i desiderata della parte più oltranzista del PDL, secondo cui l'IMU andrebbe tolta su tutte le prime case, perché investire così 4 miliardi di euro (8, se si procedesse addirittura alla restituzione di quanto pagato nel 2012) significherebbe non avere chiaro che gli interventi più massicci devono riguardare lavoro e imprese, altrimenti avremo presto italiani con la casa detassata, ma anche italiani senza altra prospettiva che restarsene a casa.
D'altro canto, Scelta Civica non ritiene condivisibile nemmeno l'impostazione che si sta facendo strada nel PD, fondata su un sistema di detrazioni parametrate al reddito ISEE, così da agevolare i redditi più bassi.
La doverosa perequazione tra redditi alti e bassi si fa agendo in modo trasparente sulla curvatura IRPEF, non in modo opaco su imposte che hanno altre finalità e presupposti.
Senza contare che, in un Paese in cui tutti sono pronti a riconoscere che il reddito dichiarato non è un indicatore affidabile per troppi contribuenti, la continua assunzione a riferimento di questo parametro, anche oltre i suoi ambiti naturali, serve solo ad espandere oltre tali ambiti gli effetti nocivi ed iniqui che discendono dall'occultamento del reddito.

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ACTV. ZANETTI: ‘’LA SOLUZIONE NON PUO’ ARRIVARE DA DIRIGENTI CHE SONO LA PARTE PRINCIPALE DEL PROBLEMA. MA I LAVORATORI NON SCARICHINO LE TENSIONI SUI CONCITTADINI ‘’

‘’ L'ineluttabilità del ridimensionamento delle prerogative del personale di ACTV non rende meno amara la constatazione che questa situazione si determini nella sostanziale continuità dei gruppi dirigenziali che hanno governato l'azienda in questi ultimi lustri. La soluzione non può certo arrivare da chi è parte del problema. ’’

Così ha dichiarato il deputato veneziano di Scelta Civica Enrico Zanetti in merito alla decisione di AVM, l’azienda partecipata al vertice del settore mobilità, di disdettare gli accordi integrativi con il personale.

‘’ Da questo punto di vista - ha poi affermato Zanetti -  hanno ragione da vendere i sindacati, dai quali è però ora legittimo aspettarsi consapevolezza circa la gravità della situazione e più ancora responsabilità verso i cittadini.’’

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IMU: ZANETTI (SC), STOP ANCHE PER COMODATI GRATUITI GENITORI-FIGLI

"Il pagamento dell'Imu va sospeso anche per le abitazioni date in comodato gratuito dai genitori ai figli che vi risiedono. Questo è un decreto ponte e il vero lavoro si farà quando verrà esaminato il futuro decreto con il quale il Governo si è impegnato a riformare la tassazione sugli immobili entro il prossimo 31 agosto". Lo ha affermato il deputato di Scelta Civica e vicepresidente della commissione Finanze della Camera, Enrico Zanetti, a margine della riunione congiunta delle commissioni Finanze e Lavoro di Montecitorio che oggi ha avviato l'esame per la conversione in legge del decreto Imu-Cig.

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ZANETTI : DECRETO PAGAMENTI PA. SOLO SCELTA CIVICA CONTRO INUTILI ADEMPIMENTI A CARICO DELLE IMPRESE CREDITRICI

Solo Scelta Civica si oppone all'introduzione dell'ennesimo inutile adempimento di comunicazione telematica a carico delle imprese.

La Camera, seguendo il parere di Governo e Commissione, ha respinto l'emendamento presentato dal deputato Enrico Zanetti, vicepresidente della Commissione Finanze, con il quale si disponeva l'abrogazione della norma che, nel decreto sui pagamenti dei debiti delle PA, prevede che i contribuenti alleghino alla dichiarazione annuale dei redditi un prospetto con i crediti da essi vantati verso la PA, liquidi ed esigibili alla fine del periodo di imposta precedente.

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ZANETTI: A REGIME MONITORAGGIO DEBITI PA. NOSTRO EMENDAMENTO APPROVATO

Approvato in Commissione Bilancio della Camera l'emendamento di Scelta Civica che mette a regime il monitoraggio dei debiti scaduti delle pubbliche amministrazioni nei confronti dei propri fornitori.

Ogni anno, entro il 30 aprile, le pubbliche amministrazioni dovranno comunicare attraverso l'apposita piattaforma telematica tutti i debiti scaduti e non ancora pagati alla data del 31 dicembre precedente.

Per i dirigenti delle pubbliche amministrazioni inadempienti o che adempiranno con ritardo, troveranno applicazione le medesime sanzioni che il testo originario del Decreto Legge 35/2013 già prevedeva per l 'obbligo di comunicazione una tantum entro lo scorso 30 aprile 2013 dei debiti scaduti al 31 dicembre 2012.

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PARTECIPATE: INUTILE INDIGNARSI PER LE NOMINE

I malumori per il recente giro di nomine nelle partecipate del Comune di Venezia sono francamente incomprensibili.
Non vi è dubbio che, gira e rigira, i nomi sono sempre quelli, ma non si capisce perché ci si dovrebbe aspettare nomi nuovi nella sostanziale invarianza degli apparati che gestiscono a livello politico la città.
Semmai, la circostanza che alcune nomine appaiano ancor più smaccatamente clientelari che in passato va letta nel positivo senso di una crescente consapevolezza, all'interno di quel gruppo, che la sempre più sottile corda che lo lega al corpo elettorale si avvicina al punto di rottura ed è quindi più importante cogliere al volo le restanti occasioni che si presentano e presenteranno di qui a due anni, piuttosto che mantenere quel minimo di freni inibitori che fanno la differenza tra una spartizione a suo modo sapiente ed una invece smaccata.

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CONVERSIONE IN LEGGE DEL DECRETO SUI PAGAMENTI ALLE IMPRESE

Trentotto gli emendamenti depositati da Scelta Civica presso la Commissione Speciale alla Camera

Sono 38 gli emendamenti presentati in Commissione Speciale alla Camera da Scelta Civica per apportare modifiche migliorative al testo del Decreto Legge sui pagamenti dei debiti della PA con i fornitori.

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IL NECESSARIO RIASSETTO DEI POTERI DELLA MACCHINA FISCALE

Riformare Equitalia.

EquitaliaSpesso in campagna elettorale si è sentita, da più parti, questa petizione di principio che, in questi giorni, torna ad essere con insistenza evocata soprattutto dal PDL, apparentemente orientato a farne, insieme all’IMU, addirittura una delle pregiudiziali per il suo coinvolgimento nel governo.

Dal 2006 in avanti, la lotta all’evasione fiscale ha fatto oggettivi passi avanti.

Questo risultato importante è stato però accompagnato da una eccessiva concentrazione di poteri in capo alla filiera Agenzia delle Entrate – Equitalia, con quest’ultima che è sotto ogni punto di vista il braccio operativo della prima e dell’INPS, invece che del Ministero dell’Economia.

Oggi non si tratta certo di tornare indietro da un percorso che deve anzi proseguire sul fronte del costante aumento del recupero di gettito dall’evasione fiscale, ma è necessario coniugare l’efficacia dell’azione con una ripartizione di ruoli, poteri e competenze che eviti il verificarsi di asperità eccessive e controproducenti nel rapporto con i cittadini, facendo talvolta deragliare l’efficienza nella ferocia.

Quando si parla genericamente di necessità di riformare Equitalia, è in realtà di questo che si sta parlando: necessità di ricalibrare la macchina fiscale nel senso di una maggiore democraticità dei processi, rimettendo al centro del rapporto tra fisco e contribuente il Governo e il Parlamento.

Una necessità invero sacrosanta.

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